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Cultura

Al Sigep 2019 nevica – ehm..come dire – dolcezza

Ilaria Ferrari

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Mercoledì 23/01, è terminata la quarantesima edizione del Sigep, la fiera che attira i più golosi e i meno a dieta.

Famosa in tutta Italia, non manca di presentare aziende e operatori del settore dolciario e del gelato non solo della Romagna, ma di tutta la penisola.

Il grande settore del gelato non ha lasciato possibilità di vittoria ai rivali, con ben la maggior parte degli stand dedicati a questa fresca dolcezza, si aggiudica le preferenze dei visitatori. Dai gusti più disparati e nuovi, come il gusto al thè Matcha a chi ha voluto studiare a fondo questo mestiere e sfatare il mito del gelato “senza zuccheri aggiunti”, spiegando come lo zucchero aggiunto crei la morbidezza del gelato stesso, ma non per forza deve essere zucchero, può essere il miele ad addolcire.

Ma non è solo il gelato ad arricchire questa fiera, anche la zona bakery e pastry era colma di talenti e novità. Non può mancare un piccolo settore in cui il cioccolato ha fatto da protagonista con tante e diverse sculture da ammirare…e non toccare!

I profumi inondano le sale e come un percorso in un labirinto, si viene spinti nella zona più profumata e appagante per i sensi, brioche, pane e pizza appena sfornati dai maestri, vengono mangiati dagli occhi e non solo.

Tanti gli ospiti e ancora di più i visitatori, si stimano 200 mila persone accorse.

Niente ha fermato il Sigep, nemmeno la neve, con la sua coltre bianca ha arricchito ancora di più la manifestazione, tra qualche battuta dei più spiritosi come quella di poter avere il gelato direttamente senza dover entrare.

La golosità tutta italiana non finisce mai di emozionare anche oltre confine, il ritorno sul treno tra spagnoli e cinesi, mi dimostra come ancora una volta i nostri maestri possono essere una grande ricchezza.

E ora tutti a dieta.

Cultura

Al Teatro Galli, “La Traviata”: martedì 5 marzo prova aperta al pubblico e ai ragazzi

Si avvicina il grande appuntamento con l’opera al Teatro Galli. 

Redazione

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Rimini, 20 febbraio 2019

Venerdì 8 (ore 20) e domenica 10 marzo (ore 15.30) sipario su La Traviata di Giuseppe Verdi, prodotto dal Teatro Municipale di Piacenza, dal Progetto Opera Laboratorio 2018, con la regia di Leo Nucci. Un doppio appuntamento che si arricchisce di una terza speciale opportunità, rivolta in particolare ai più giovani: le prove generali dell’opera, in programma martedì 5 marzo alle ore 17, saranno aperte ai ragazzi e al pubblico che vorrà assistere, regalandosi un pomeriggio davvero speciale.

Il prezzo dei biglietti per gli studenti sarà di 5 euro e 20 per gli adulti.

Sul podio del Teatro Galli la bacchetta esperta di Pier Giorgio Morandi dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati.

I movimenti coreografici sono a cura di Sabrina Fontanella. In scena giovani cantanti che hanno approfondito lo studio del ruolo sotto l’esperta guida di Nucci: il talentuoso soprano Adriana Iozzia è Violetta Valéry, il tenore Ivan Ayón Rivas, recentissimo vincitore del prestigioso concorso Placido Domingo, nel ruolo di Alfredo, mentre il giovane ma già affermato baritono Benjamin Cho è Giorgio Germont. Completano il cast Carlotta Vichi, Luisa Tambaro, Raffaele Feo, Juliusz Loranzi, Stefano Marchisio, Vincenzo Santoro, Andrea Galli, Francesco Cascione.

Ad accompagnare il pubblico nell’ascolto de La Traviata torna Fabio Sartorelli, che domenica 3 marzo alle 16 condurrà l’incontro “Quell’amor ch’è palpito”, un’introduzione all’opera di Verdi con proiezioni video ed esempi al pianoforte. Insegnante di  storia della musica al Conservatorio «G. Verdi» di Como e «Guida all’ascolto dell’opera lirica e del balletto» all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, è noto al pubblico riminese per aver condotto, con grande successo, gli incontri di preparazione ai concerti per i ragazzi del Progetto Mentore e una delle conferenze sul teatro dell’ottocento.

La guida all’ascolto è in programma alla Sala Ressi del Teatro Galli (ingresso libero, prenotazione da effettuare via e-mail a teatrogalli@comune.rimini.it o per telefono dalle 10 alle 12, dal lunedì al venerdì al numero 339 3094794).

Teatro Galli

www.teatrogalli.it

0541.793811

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Cultura

Da sabato 2 marzo, riprendono le visite guidate alla scoperta del Teatro Galli

Redazione

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Rimini, 20 febbraio 2019

Da sabato 2 marzo riprendono le visite guidate alla scoperta degli spazi del Teatro Galli.

Un tour della durata di circa quaranta minuti per approfondire la storia del Teatro, scoprire le curiosità tra sala Ressi, loggione e platea e quindi vedere il Galli da un diverso punto di vista, a riflettori spenti.

Le visite guidate sono in programma ogni sabato e domenica, sia la mattina sia il pomeriggio, salvo eventuali modifiche legate alle attività in calendario in Teatro.

Per prenotare la visita è necessario telefonare al 329.2103329 martedì dalle 10 alle 13 e giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 16, oppure ci si può presentare in teatro dal martedì al sabato (10-13). La visita ha un costo di 5 euro per gli adulti e 3 euro per i bambini da 7 a 11 anni (gratis per i bambini da 0 a 6 anni).

I gruppi (massimo 20 persone) e le scuole (massimo 30 studenti) possono prenotare visite guidate in altri orari e giornate (in accordo con la disponibilità di calendario del teatro) contattando i Musei Comunali tel. 0541 704426 / 28, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.

Teatro Galli

www.teatrogalli.it

0541.793811

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Cultura

“Galeotto fu il libro”. La biblioteca è una lunga storia d’amore

Redazione

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Rimini, 13 febbraio 2019

1619-2019.  Da 400 anni nella Biblioteca Gambalunga batte il cuore della città, nata dall’amore per il sapere del suo donatore, Alessandro Gambalunga, che alla sua morte, nel 1619, la donò alla città insieme al suo Palazzo, affinché fosse aperta a tutti, senza distinzioni di censo e religione,  mostrando attenzione per il bene pubblico e fiducia nella capacità di riscatto della cultura.

Le celebrazioni prenderanno avvio dalla festa di compleanno, simbolicamente fissata il 23 aprile, giornata mondiale del libro, che vuole rappresentare un “abbraccio” della città all’istituzione culturale in cui, nei secoli, si sono formati e fermati i pensieri, le memorie, le emozioni delle donne e degli uomini riminesi, si sono scritte e custodite le loro storie.

In attesa della festa di compleanno, la Biblioteca invierà una lettera ai cittadini per invitarli a “testimoniarle” il loro amore.  Perché la biblioteca non è una mera sequenza di scaffali, ma un luogo della comunità, dove ogni giorno nascono dialoghi, si tessono amicizie fra i viventi e gli uomini del passato, fra lettori e lettori, scrittori e lettori. Nelle sue sale si studia, si parla di filosofia, di religione, di letteratura, di politica.  Qui si fa silenzio, si discute, si ride, ci si innamora.

Può un libro farci innamorare? Della storia che racconta, dell’autore, del lettore o lettrice che siede nel tavolo di fianco, o della biblioteca stessa, in quanto luogo nel quale rifugiarsi e sostare?

Leggere e studiare può essere un vero piacere per la mente. Sàpere significa gustare, assaporare, ma anche sapere. La lettura può essere un piacere per la mente, un’esperienza sovversiva che porta il fuoco nella nostra vita, sa rendere il sapere un oggetto del desiderio.

Sarà “Galeotto fu il libro”. La biblioteca è una lunga storia d’amore, il titolo della lettera che, rifacendosi giocosamente agli sfortunati amanti che nella lettura trovarono ispirazione e istigazione per il loro tragico amore, verrà inviata ai riminesi per proporre di raccontare la loro “storia d’amore”: per il sapere, la lettura, la biblioteca.

Che fare?

Queste speciali storie d’amore (massimo 10 righe) andranno indirizzate a

gambalunghiana@comune.rimini.it, scrivendo come oggetto “Galeotto fu il libro”, a partire da giovedì 14 febbraio fino a lunedì 8 aprile.

Il 23 aprile, festa di compleanno della Biblioteca Gambalunga, queste “storie” saranno le missive che i cittadini si scambieranno nel loro abbraccio alla Biblioteca.

L’invito ai riminesi sarà spedito in un’importante data simbolica, il 14 febbraio, festa di San Valentino, il martire cristiano del II secolo, divenuto noto per aver difeso la relazione proibita fra un pagano e una cristiana, e dunque il simbolo dell’amore fra pari, senza pregiudizi, nonché di una libertà di pensiero, che è ciò che la biblioteca vuole suscitare e difendere.

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