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Cultura

“Il tempo degli Dei – Il calzolaio di Ulisse” in scena al Teatro Galli 

Marco Paolini rivisita il mito: l’eroe cinquantenne si presenta come viandante misterioso con un remo in spalla, reduce da drammi e naufragi, sul cammino verso lo Chalet Olimpo

Redazione

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Rimini, 1 febbraio 2019

Ulisse è un calzolaio che cammina senza meta con un remo in spalla. E’ un pellegrino invecchiato, uno straniero dai sandali sdruciti, indurito dagli anni, dall’età, dai viaggi e dai naufragi, che non ama svelare la propria identità. Si nasconde, racconta balle, si inventa storie alle quali non solo finisce col credere, ma che diventano realtà e, addirittura, mito. 

Marco Paolini e Francesco Niccolini firmano una rilettura dell’Odissea con le lenti dell’attualità ne “Il tempo degli Dei – Il calzolaio di Ulisse” in scena al Teatro Galli di Rimini martedì 5 febbraio alle ore 21 (sold out), nel cartellone del Turno D – altri percorsi.

“Era nata come Odissea tascabile, è cresciuta nel tempo, nei suoni e nello spazio: è diventata olimpica e quasi alpina. Perché Ulisse più lo conosci e più ti porta lontano: e la distanza (celeste e marina) è la condizione essenziale per comprenderlo e cantarlo. Perché di questo si tratta: un canto. Forse il canto. Antico di tremila anni, passato di bocca in bocca, e di anima in anima: il soul per eccellenza. Perché questa è la storia dell’Occidente, e tutto contiene: dal primo istante, quando nulla esisteva, e un giorno cominciò a esistere, a partire proprio da quelle misteriose, ambigue capricciosissime entità che questa storia muovono: gli dèi”. Marco Paolini descrive così lo spettacolo che lo vede, insieme ad altri interpreti, a solcare nuovamente le rotte tracciate dal primo romanzo epico della letteratura occidentale.

Ex guerriero, ex eroe, ex aedo, l’Ulisse di Paolini e Niccolini è un cinquantenne calzolaio viandante, che da dieci anni cammina – verso dove non si sa – con un remo in spalla, secondo la profezia che il fantasma di Tiresia, l’indovino cieco, gli fa nel suo viaggio nell’al di là, narrato nel X canto dell’Odissea. Il protagonista, sotto le mentite spoglie del calzolaio di Ulisse, racconta ad un giovanissimo capraio incontrato apparentemente per caso cosa l’ha portato fino a lì. Il massacro dei 108 giovani principi achei, che gli hanno invaso la casa e insidiato la moglie; il ritorno a Itaca, il nuovo esilio, che lo vede abbandonare la famiglia e il regno, ma soprattutto gli dèi che lo vorrebbero trionfante e immortale. Il viandante e il capraio parlano lungo un sentiero in ripida ascesa, il sentiero che conduce fino allo Chalet Olimpo, dimora divina dove sono in corso i preparativi per una grande e misteriosa festa. Ma tutto questo, il calzolaio con il remo in spalla, lo deve ancora scoprire.

 

martedì 5 febbraio, ore 21 – Teatro Galli

NEL TEMPO DEGLI DEI

Il calzolaio di Ulisse

di Marco Paolini e Francesco Niccolini

regia Gabriele Vacis

con Marco Paolini

scenofonia, luminismi, stile Roberto Tarasco

produzione: Jolefilm e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

 

Info biglietti

La biglietteria del Teatro Galli (piazza Cavour 22) è aperta dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 14.00 il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 17.30. Telefono: 0541 793811.

Il programma completo con tutti gli spettacoli della Stagione, gli altri appuntamenti fuori abbonamento e tutti gli aggiornamenti sul sito www.teatrogalli.it e sulla pagina  facebook fb.com/teatrogalli.

 

Info: 0541 793811

www.teatrogalli.it

 

 

 

Cultura

Silvia Gribaudi presenta GRACES (estratti) al Teatro Dimora di Mondaino

Redazione

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Silvia Gribaudi presenta GRACES (estratti) al Teatro Dimora di Mondaino gestito da “L’arboreto” (Centro di Residenza Emilia-Romagna).

La prova aperta si terrà Mercoledì 26 giugno, alle ore 21 (ingresso a contributo libero) a seguire l’incontro con la coreografa a cura di Francesca Giuliani e piccolo convivio.

La coreografa e danzatrice Silvia Gribaudi torna a L’arboreto, per una residenza creativa (dal 19 giugno al 3 luglio) per la ricerca e la creazione del nuovo spettacolo GRACES.
Mercoledì 26 giugno alle ore 21 la compagnia incontrerà il pubblico per una prova aperta  al Teatro Dimora di Mondaino con alcuni estratti di questa nuova opera.
A seguire l’incontro con la coreografa a cura di Francesca Giuliani e un piccolo convivio.
Dopo numerose anteprime la compagnia parteciperà con questo nuovo spettacolo al prossimo festival Inequilibrio a Castiglioncello (LI) e successivamente a luglio al Santarcangelo Festival.

«Chi sarebbero oggi le tre grazie? Cosa significa grazia? Come e in quanti modi si può esprimere /interpretare?»

Graces prende spunto dalla scultura Neoclassica Le tre grazie, che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817, come ideale universale di bellezza, proporzione e misura.
In scena quattro danzatori si muovono su un palco vuoto, i loro costumi non li rendono collocabili in nessun contesto specifico.
Silvia Gribaudi, Siro Guglielmi, Matteo Marchesi e Andrea Rampazzo, accolgono lo spettatore ringraziandolo e rassicurandolo: “sometimes it’s difficult, but you know, you have the power. You have to push!”.

In un gioco tra realtà e finzione le grazie danzano attraversando un tempo scandito ora dalle musiche classiche di Vivaldi e Strauss ora dalla dance elettronica dei Matmos e dalla sperimentazione ipnotica di Koudlam, accompagnando lo spettatore in un percorso che non chiarisce, ma che rende invece più complessi il rapporto e la natura di questi personaggi. Dove e come si posa lo sguardo dello spettatore?

In Graces un nuovo concetto di Grazia viene svelato. Svelare è qui inteso sia come “rendere manifesto”, che come “come togliere un velo”, cioè scavare in ciò superfluo, cercare la radice.

Cos’è la bellezza? Come si manifesta? Le grazie sono canone estetico di bellezza, ma prima di ogni cosa incarnano gioia, splendore e prosperità.

Graces è un’opera scultorea e pop che indaga le diverse sfumature di una bellezza concreta e sfacciata, che ribalta ogni canone.

Negli ultimi 10 anni Silvia Gribaudi si è interrogata sugli stereotipi di genere, sull’identità del femminile e sul concetto di virtuosismo nella danza e nel vivere quotidiano, andando oltre la forma apparente, cercando la leggerezza, l’ironia e lo humour nelle trasformazioni fisiche, nell’invecchiamento e nell’ammorbidirsi dei corpi in dialogo col tempo.

Graces si è realizzato grazie allo sguardo registico e visivo di Matteo Maffesanti (regista, formatore e videomaker) che ha seguito con Silvia Gribaudi tutto il processo artistico che si è sviluppato con tappe di lavoro che comprendevano laboratori con cittadini sui materiali coreografici.

Ingresso a contributo libero.

FOTO: Giovanni Chiarot – Zeroidee

La residenza non terminerà con la prova aperta, nella seconda parte la compagnia lavorerà, come negli anni precedenti, con la comunità di Mondaino, che si incontrerà in questa occasione con un’altra comunità, quella delle donne OVER 60 che in questi anni sono state il focus della ricerca di Silvia Gribaudi. Dal 30 giugno al 3 luglio la tappa dell’OVER TOUR di Mondaino si aprirà al territorio, a tutte le persone over e under 60, che vogliono mettersi in gioco e sperimentare le potenzialità comunicative del corpo; la partecipazione al workshop è gratuita.

La residenza creativa di GRACES è un progetto condiviso: L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia-Romagna, Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), Lavanderia a Vapore Centro di Residenza per la danza Regione Piemonte, ARTEFICI – Artisti Associati di Gorizia, Dansstationen, Danscentrum Syd, Skånesdansteater Malmö Svezia.

Continua inoltre fino al 25 agosto nello spazio D.E.A., Dimora di Esposizioni d’Artela mostra “Cogliere e restituire” (cartografie dal mondo vegetale) con tavole di Veronica Azzinari. Maggiori informazioni sulla mostra qui: www.arboreto.org/sguardi/dea/

GRACES
Coreografia Silvia Gribaudi
Drammaturgia: Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti
Danzatori: Siro Guglielmi, Silvia Gribaudi, Matteo Marchesi e Andrea Rampazzo
Disegno luci: Antonio Rinaldi
Direzione tecnica: Leonardo Benetollo
Costumi: Elena Rossi
Produzione: Zebra; Coproduzione: Santarcangelo Festival.

Residenze artistiche: di Klap – Maison Pour la danse Marsiglia, Centro per la Scena Contemporanea/Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa, Orlando Bergamo; con il sostegno di Centro di Residenza Armunia/CapoTrave Kilowatt, Lavanderia a Vapore Centro di Residenza per la danza regione Piemonte, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale: Centro di Residenza Emilia-Romagna, ARTEFICI – Artisti Associati di Gorizia, Dansstationen, Danscentrum Syd, Skånesdansteater Malmö Svezia.

Progetto realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore, coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino.

Vincitore dell’azione CollaborAction#4 2018/2019

Motivazione giuria:

CollaborAction #4 va a SILVIA GRIBAUDI con GRACES a riconoscimento di un percorso artistico maturo e significativo, dove la ricerca e l’osservazione dei comportamenti umani sono finalizzate a riscoprire la bellezza e l’unicità di ogni singola persona, con uno sguardo profondamente empatico e libero da pregiudizi”.

Maggiori informazioni su Silvia Gribaudi:

www.silviagribaudi.com

Nota Biografica

Silvia Gribaudi. Nata a Torino, è un’artista attiva nell’arte performativa. Il suo linguaggio coreografico attraversa la performing art, la danza e il teatro, mettendo al centro della ricerca il corpo e la relazione col pubblico. Nel 2009 crea A corpo Libero, con cui vince il Premio pubblico e giuria per la Giovane Danza d’Autore, viene anche selezionato in Aerowaves Dance Across Europe, alla Biennale di Venezia, al Dublin Dance Festival, Edinburgh Fringe Festival, Dance Victoria Canada e al Festival Do Disturb a Palais De Tokyo di Parigi e a Santarcangelo Festival.

Conduce seminari in Italia e all’estero e progetti di formazione all’Accademia Teatrale Veneta e al Theaterschool – Amsterdam School of the Arts. Dal 2013 al 2015 si concentra sul corpo e la nudità e comincia creando performance quali: The film contains nudity (progetto Performing Gender) e What age are you acting? –  Le età relative (progetto Act your age). Dal 2011 conduce laboratori destinati Over 60 e collabora con Università Ca ‘Foscari di Venezia, Dipartimento di Management Cultura e Impresa, nel progetto ARTimprendo e Action Reasearch Coreografie d’Impresa. Nel 2017 è selezionata in Italia tra i coreografi del Network ResiDance Anticorpi XL 2017.

Nel 2017 debutta a Vancouver, Canada, con Empty. Swimming. Pool una coproduzione italo -canadese con Tara Cheyenne Frienderberg, vincitore del sostegno produttivo Chrystal Dance Prize 2016.

Nel 2016 e 2017 è regista e coreografa di tre diverse performance:

My Place per la compagnia Qui e Ora Residenza Teatrale – Spettacolo finalista Inbox 2017; Felice – produzione Teatro delle Briciole, Cantieri per un pubblico Giovane 2017;

  1. OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi selezionato per la piattaforma della danza NID 2017, Festival BIPOD 2018, Finalista Premio UBU 2017 come MIgliore Spettacolo di danza 2017 e Finalista Premio Rete Critica 2017 in scena Claudia Marsicano Premio UBU 2017 come miglior attrice under 35.

Nel 2017 è artista ospite con borsa di studio nel progetto internazionale svedese dei centri di ricerca produzione danza a Malmo: Dancentrum, Skanesdansteatre e Danstationeen Nel 2018 si concentra su progetti al cui centro ci siano laboratori e l’incontro con lo spettatore e debutta con la performance laboratoriste  #oggièilmiogiorno (danza e comunità ) sviluppato durante ResiDance XL2017 produzione Zebra.

Attualmente è impegnata come coreografa per Matera capitale europea della cultura sul progetto La poetica della vergogna e a giugno 2019 debutterà con il suo nuovo lavoro GRACES progetto vincitore dell’azione CollaborActionXL 2018/2019 ispirato alle tre grazie di A. Canova.

I lavori di Silvia Gribaudi incarnano leggerezza, ironia e libertà.

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Cultura

I numeri della prima stagione del Teatro Galli: 15mila presenze in sala per spettacoli e concerti, quasi 10mila adulti e ragazzi per le visite guidate

Redazione

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Quindicimila presenze nelle serate di spettacolo, quasi 10mila persone alla scoperta degli spazi riconsegnati agli antichi fasti: la prima stagione del Teatro Galli consegna numeri importanti, che danno la dimensione della risposta entusiasta di Rimini e dei riminesi all’apertura di un contenitore culturale che in sette mesi di attività è già diventato un punto di riferimento della città. Un bilancio che arriva a chiusura di una stagione inaugurale trascinata dall’entusiasmo e in previsione di un secondo anno di programmazione denso di appuntamenti e novità, che saranno anticipate sabato 1° giugno in occasione della presentazione al pubblico della 70esima edizione della Sagra Musicale Malatestiana, che si aprirà il 3 agosto con il concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti.

Tornando ai numeri, sono state circa 15mila le presenze agli spettacoli e ai concerti (al netto dei vari eventi gratuiti) ospitati a teatro dal 28 ottobre, giorno dell’inaugurazione con la Cenerentola di Cecilia Bartoli, fino ad aprile scorso. Tanti i sold out registrati sia per le proposte del cartellone di prosa – che ha segnato una crescita sia di biglietti venduti, sia di abbonamenti rispetto all’anno passato – sia per i concerti della Sagra Malatestiana, oltre ai tre eventi inaugurali – Cecilia Bartoli, Roberto Bolle, Valery Gergiev – che hanno visto il Galli riempirsi in ogni ordine di posto.

Se il dato delle presenze è ottimo e in parte atteso, è invece sorprendente il numero delle persone che in questi mesi hanno partecipato alle tante visite guidate organizzate per approfondire la storia del Teatro e conoscere i dettagli della sua ricostruzione: da dicembre alla scorsa settimana sono stati contati circa 9.300 visitatori, tra gruppi di adulti e le scolaresche. La curiosità di ammirare il teatro fresco di restauro ha spinto il primo mese di visite, con ben 1.600 presenze e 550 ragazzi delle scuole nel solo mese di dicembre. L’attenzione e la voglia di conoscere il Teatro sono però rimaste costanti anche settimane dopo l’inaugurazione: il picco è stato registrato a marzo, con ben 990 presenze registrate a cui si aggiungono i 261 studenti. Proprio ai giovanissimi, i bambini e i ragazzi delle scuole del territorio, il teatro si rivolge per avvicinare le nuove generazioni alla cultura e all’arte: grazie all’attenzione delle scuole e alla sensibilità degli insegnanti, sono stati quasi 1.650 gli alunni che hanno varcato la soglia del teatro polettiano. Un motore culturale che è anche attrazione turistica come dimostrano le2.890persone che nella notte di Capodanno si sono messe in fila per approfittare della possibilità di visitare gratuitamente il teatro.

“Questi primi mesi di attività sono stati entusiasmanti – commenta l’assessore alla cultura Giampiero Piscaglia – la vera sfida però arriva adesso: oggi il Teatro Galli non rappresenta più una novità ma una realtà centrale della nostra offerta culturale e abbiamo il compito non semplice di far sì che continui a produrre contenuti in grado di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e consolidarsi come punto di riferimento delle rete teatrale e musicale regionale. La passione e l’attenzione con cui la città ha riabbracciato il suo Teatro è in questo senso un grande patrimonio”.

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Cultura

La Casa della Cultura festeggia il suo quinto compleanno da oggi 26 a domenica 28 aprile

Redazione

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Per celebrare i 5 anni della Casa della Cultura, inaugurata il 23 aprile 2014, la biblioteca Baldini ha organizzato incontri, spettacoli e presentazioni al via oggi  dalle ore 18 nella sala Baldini. Silvio Castiglioni – accompagnato dalle immagini dal vivo di Georgia Galanti – porterà in scena “La Lucina”, spettacolo teatrale tratto dal libro di Antonio Moresco (Mondadori, 2013), con un piccolo brindisi di compleanno a concludere la serata.

Sabato 27 aprile alle 17, invece, sarà inaugurata l’esposizione permanente delle ceramiche di Lucio Bernardi: allestite lungo le scale della biblioteca, le opere realizzate dall’artista santarcangiolese negli anni ’50 per l’ingresso della sede locale dell’allora Credito Romagnolo rappresentano i principali monumenti e mestieri di Santarcangelo. La presentazione della mostra è a cura di Simonetta Nicolini e Orlando Piraccini.

A seguire – sempre sabato 27 aprile, alle ore 17,30 nella sala Baldini – è in programma un momento di riflessione sulla storia dell’edificio che ospita la Casa della Cultura, con la presentazione a lungo attesa del libro “Fra storia e memoria. L’Ospedale Civile di Santarcangelo (1871-1998): le sue vicende, la sua evoluzione” a cura di Pier Angelo Fontana, Giorgio Ioli e Francesco Soldati (Il ponte Vecchio, 2019). Nel corso dell’incontro interverranno anche alcuni autori dei contributi presenti nella pubblicazione: Dino Mengozzi, Stefano De Carolis, Giovanna Gazzoni e lo stesso Soldati. 

Domenica 28 aprile conclude i festeggiamenti il laboratorio per bambini “Buon compleanno, biblioteca Baldini!”: alle 10,30 nella sala Il Mondo dei piccoli la “storiatrice” Elisa Mazzoni propone letture ad alta voce per bambini e famiglie curiose, accompagnate da una piccola merenda.

La lucina – Un uomo si è ritirato a vivere in solitudine, lontano da tutto, in una casa di pietra in mezzo al bosco. Ogni notte, però, un mistero turba il suo isolamento: sempre alla stessa ora, il buio del bosco è perforato da una lucina che si accende dall’altra parte della valle. Che cosa sarà? L’abitante di un altro paese deserto? Un lampione dimenticato che si accende per qualche contatto elettrico? Un ufo? Un giorno l’uomo si spinge fino al punto da cui proviene la luce. Ad attenderlo trova un bambino, che vive anche lui da solo nella sua casa in mezzo al bosco, e sembra uscito da un’altra epoca o, davvero, da un altro pianeta. Chi è quel bambino? E quale rapporto lo lega all’uomo? Una storia sorprendente, piena di mistero e consolazione. “La lucina” di Antonio Moresco ha l’andamento di una fiaba dal finale inatteso. Composto intorno a un piccolo enigma capace di suscitare domande profonde, che parlano al cuore di piccoli e grandi, il racconto si dipana in uno stile semplice, che pure alimenta una tensione crescente. Il nucleo essenziale e incandescente arriva ora sulla scena, dove l’universo creato dalla forza delle parole, nella voce di Silvio Castiglioni, s’intreccia con le figure e le metamorfosi inventate dalle mani di Georgia Galanti davanti ai nostri occhi. Lo spettacolo è preceduto da un incontro laboratoriale, dove chi vuole può unirsi a Georgia per disegnare e realizzare alcune forme del mondo vegetale che fanno da sfondo alla storia. Un progetto dell’Associazione Culturale Celesterosa, realizzato in collaborazione con Museo della Regina – Cattolica, e SEM libri – Milano, col sostegno della Regione Emilia-Romagna. 

Lucio Bernardi – Artista appartato e poco incline ai rapporti esterni alla propria dimensione paesana, Lucio Bernardi vanta una notevole notorietà soprattutto come autore sensibile e delicato di scene di genere (dalle “famiglie” ai “gruppi”, dalle “ragazze al mare” ai personaggi circensi fino alle maschere). Nato nel 1919, Bernardi inizia a operare nel fervido ambiente artistico santarcangiolese della fine degli anni ’40, animato da Tonino Guerra, Federico Moroni, Giulio Turci e a quel tempo frequentato da Alberto Sughi, Marcello Muccini, Renzo Vespignani e altri giovani pittori “realisti” cesenati e romani. La passione per la ceramica, unita alla necessità di cimentarsi sempre in tecniche nuove, lo porta nel 1956 alla costruzione di un laboratorio per la ceramica sui ruderi di una casa distrutta dalla guerra, tutt’ora esistente in Contrada dei Nobili. Il laboratorio diviene così il fulcro della sua attività, il luogo dove impastare, modellare, dipingere per ore e attendere con curiosità che si compia il miracolo della cottura, perché come afferma lo stesso artista “la ceramica è misteriosa… prima che la cottura sia completa non sai mai con certezza cosa salterà fuori”.

Fra storia e memoria. L’Ospedale Civile di Santarcangelo (1871-1998): le sue vicende, la sua evoluzione” – Alle prime ore dell’alba del 16 maggio 1998 è scoppiato, nel sottotetto dell’ospedale civile di Santarcangelo di Romagna, un violento incendio che ne ha così decretato la chiusura. L’ospedale era stato inaugurato nel 1871. L’edificio, dopo esser rimasto chiuso per alcuni anni, è stato individuato e poi parzialmente ristrutturato per essere la nuova sede della biblioteca comunale “Antonio Baldini”: La nuova Casa della Cultura di Santarcangelo è stata inaugurata il 23 aprile 2014. Ora, passati cinque anni da quando la biblioteca Baldini è nella sua nuova sede, si è ritenuto giusto e doveroso ricordare – o anche far sapere a chi, per giovane età o perché proveniente di recente da altra città o da altro paese, non può aver memorie o conoscenze al riguardo – gli avvenimenti più significativi, le vicende essenziali e le più rilevanti figure di medici che hanno contraddistinto e caratterizzato questi quasi centotrenta anni di storia dell’ormai ex ospedale civile di Santarcangelo, fissando per iscritto rievocazioni e testimonianze di chi, con passione e coinvolgimento, per tanti giorni e anni ha salito le sue “antiche scale”. Questo volume a più voci – il quarto volume della collana “Studi santarcangiolesi” –riporta, grazie a una ventina di contributi, la storia dell’ospedale principalmente nei suoi aspetti medico-sanitari, analizzandone anche le forme architettoniche e le opere d’arte presenti, le figure dei principali medici che vi hanno operato, le testimonianze di tante persone che vi hanno lavorato, indicando infine – sinteticamente – gli sviluppi che hanno poi portato alla realizzazione del nuovo ospedale “Achille Franchini” presso la sua sede attuale.

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