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Moda

Haute Couture: la moda del lusso

Redazione

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Si è conclusa da poco la Parigi Haute Couture Primavera Estate 2019, la settimana parigina che inebria le passerelle di un’atmosfera fatata e sognante.

Spesso si fa confusione con i termini “Haute Couture” e Alta Moda, usando l’uno come sinonimo dell’altro.

In realtà, la Couture ha delle caratteristiche ben precise e delle severe norme di accesso. L’unico organo in grado di dettare i requisiti per accedere a questo ristretto club è la Chambre Syndicale de la Haute Couture. Le regole sono state dettate nel 1945 e prevedevano di presentare due volte l’anno 50 abiti originali. Oggi le regole si sono un po’ ammorbidite. Innanzitutto, nel 2001, il numero di modelli da presentare è stato ridotto da 50 a 25. In più, è stata creata la politica dei “Guest”: designer che vengono invitati come membri temporanei e che possono usare per i loro capi solo il termine Couture (senza l’Haute).

Nell’Alta Moda, la creatività è libera da vincoli e può contare sui migliori artigiani in circolazione per realizzarsi.

Possono fregiarsi dell’etichetta Haute Couture 14 Maison francesi, più 5 internazionali (tra cui Giambattista Valli, Valentino e Armani).

La peculiarità della Couture è quella di essere realizzata su misura per la cliente, in maniera del tutto artigianale. Letteralmente Couture vuol dire cucitura.

Gli abiti Couture sono realizzati principalmente a mano e sono costruiti addosso alla cliente. Il processo richiede almeno due prove dal vivo, che di solito si tengono nell’Atelier della Maison.

Il savoir faire degli artigiani è al di là di ogni comparazione. Ma oggi non si tratta più di raggiungere la perfezione con un satin duchesse, una seta o un tulle. Bisogna andare oltre, immaginando insieme agli stessi artigiani delle tecniche nuove di fabbricazione e, di conseguenza, la nuova couture che ne deriva.

I tempi per realizzare un abito haute couture non sono proprio da fast fashion. Si va dalle 100-150 ore per i capi più semplici alle 700 ore necessarie per gli abiti da gran sera o da sposa.
Durante tutte le fasi della lavorazione, ogni dettaglio è frutto delle migliori eccellenze artigiane. Ricami, plissettature, fiori in stoffa, applicazioni sono tutti realizzati a mano da atelier specializzati.

I costi per la realizzazione di questi capi sono altissimi e solo una piccola elite mondiale può accederne all’acquisto: si tratta di un parterre di poche migliaia di persone nel mondo, il segmento più piccolo ed esclusivo del business ( tra i 2000 e i 4000 secondo le stime).

Korea, Cina, Giappone, ma anche India ed Emirati sono diventati i principali acquirenti di Haute Couture, oggi.

La storia dell’Haute Couture comincia con Charles Frederick Worth, uno stilista inglese vissuto nel XIX secolo al quale si deve il passaggio dalla figura del sarto come semplice artigiano, a creatore di abiti e intere collezioni disegnate da lui stesso. A Parigi Worth aprì il suo primo atelier al n. 7 di Rue de la Pax, ma il successo per lui arrivò quando la principessa di Metternich acquistò due dei suoi abiti e ne sfoggiò uno in occasione del ballo alle Tuileries, suscitando l’ammirazione dell’imperatrice Eugenie de Montijo, consorte di Napoleone III, che a sua volta diventò cliente di Worth.
Worth divenne sarto di corte, gli abiti da lui disegnati segnarono la moda del secolo e con lui fu introdotto il concetto di couturier, cioè stilista nel senso di vero e proprio artista e non più semplice artigiano.
Worth fu lui il primo a far sfilare i suoi modelli in anticipo rispetto alla stagione usando delle indossatrici per presentarli, come si fa ancora oggi, e fu anche il primo a inserire l’etichetta con il suo marchio all’interno di ogni abito e a immettere i cartamodelli sul mercato per evitare imitazioni: significato e definizione di Haute Couture nel senso di Alta Sartoria artistica si imposero in questi anni.

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