Connect with us

Cultura

Al Teatro della Regina, le assonanze contemporanee de “I Miserabili”

Franco Branciaroli è Jean Valjean, per la prima volta al lavoro con Franco Però, su adattamento di Luca Doninelli

Redazione

Pubblicato

a

Cattolica (RN), 1 marzo 2019 

I miserabili, un’opera capace come rare di parlare al nostro tempo, va in scena al Teatro della Regina di Cattolica lunedì 4 marzo (ore 21,15) con tutta l’imponenza del capolavoro di Victor Hugo e la potenza di Franco Branciaroli, guidate dalla regia di Franco Però, su adattamento di Luca Doninelli.

Lo spettacolo, una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il CTB-Centro Teatrale Bresciano e il Teatro de Gli Incamminati, vede Franco Branciaroli nei panni di Jean Valjean. Con lui un assieme di ottimi attori (spesso impegnati in più ruoli): Alessandro AlbertinSilvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea  Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo. Le scene sono di Domenico Franchi, i costumi di Andrea Viotti, le luci di Cesare Agoni e le musiche di Antonio Di Pofi.

Tutti – i creatori e gli attori – affrontano questo progetto con grande emozione: portare I miserabili su un palcoscenico è un’impresa sicuramente temeraria, e si trema davanti a  «millecinquecento pagine – ha sottolineato Luca Doninelli, che ha accettato la sfida dell’adattamento – che appartengono non solo alla storia della letteratura, ma del genere umano, come l’Odissea, la Divina Commedia, il Don Chisciotte Guerra e Pace».

L’idea nasce da Franco Però: «Un’importante induzione verso questa scelta – spiega – viene dal momento che stiamo vivendo nelle società occidentali, dove si assiste all’inesorabile ampliarsi della forbice fra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, fra chi è inserito nella società e chi invece ne è ai margini. Dopo anni in cui, allo Stabile, attraverso la drammaturgia, abbiamo indagato il microcosmo della famiglia (Scandalo di Schnitzler, Play Strindberg di Dürrenmatt), apriamo ora lo sguardo al macrocosmo della società. C’è un’altra considerazione: il pubblico, a teatro, sembra sempre più attratto da operazioni legate alla narrativa. La narrativa sulla scena è un medium che permette anche di attrarre fasce non abituate a frequentare le platee, trattando argomenti dal valore universale… Naturale dunque guardare ai grandi romanzi. Poi subentrano le passioni, le vicinanze culturali che ognuno possiede. Io ho sempre frequentato soprattutto la letteratura francese (ha diretto più edizioni de Lo straniero di Camus, tratto da uno dei più grandi romanzi del secondo Novecento),  accanto a quella mitteleuropea: da qui I miserabili, che – concordo con il recente parere di un critico francese – è forse il romanzo più famoso che esista in occidente, ma che pochissimi hanno letto per intero, tanto è imponente». È però anche un’opera capace come rare di parlare al nostro tempo: «Non c’è stata una giornata delle prove – evidenzia il regista – in cui per sistemare una battuta, per cercare una parola non ci si sia imbattuti in concetti universali, pensieri che toccano il mondo di oggi, la nostra società, il pensiero francese di questi momenti… Un giorno mi suonava strana la battuta di uno dei giovani rivoluzionari e ho riguardato il romanzo, certo che ci fosse stato qualche aggiustamento drammaturgico: sembrava scritta nel ’68. Invece Luca Doninelli aveva preso esattamente la frase di Hugo, che continua a stupirci e  impressionarci per queste sue assonanze con l’attualità, per la capacità di affrontare temi  diversissimi, di mettere assieme momenti alti e momenti bassi (questa è un’altra sua grandezza)».

«I Miserabili – conclude – è veramente un fiume in piena di cui noi restituiremo un’onda o poco più» concordando con Doninelli che fin dall’inizio ha sottolineato come ogni capitolo, ogni parte, ogni quadro, ogni scena dell’immenso romanzo meriterebbe uno spettacolo a sé. Non potendo fare questo, in ogni caso si dovrà costruire uno spettacolo che, nel proprio ventre, possa contenere in qualche modo anche ciò che non si riuscirà a raccontare. Ma la storia di Jean Valjean, di Fantine, Cosette, Javert, dei Thénardier, di Gavroche, Eponine, di Marius e di tutti gli altri studenti rivoltosi, deve essere ripercorsa e, possibilmente, per intero, individuando la metonimia giusta per restituire il significato, il colore e l’emozione di questa sterminata “sinfonia”».

Importante e appassionato sarà in ciò l’apporto degli interpreti che daranno vita a questi immensi personaggi, a partire dal Jean Valjean di Franco Branciaroli che per la prima volta – dopo uno spettacolo interpretato assieme a inizio carriera, il Gesù di Dreyer per la regia di Aldo Trionfo –  lavora con Franco Però.

«Ogni personaggio – osserva Però – è quasi protagonista di un proprio romanzo all’interno de I miserabili, ogni attore ha un ruolo fondamentale: mi è sembrato giusto partire dagli otto attori della Compagnia dello Stabile del Friuli Venezia Giulia, strumento prezioso del nostro teatro, poi ho integrato il cast con alcuni altri attori tutti di qualità… e poi esiste Jean Valjean. Un personaggio “monstre” che aveva bisogno di un attore altrettanto “monstre”: Franco Branciaroli. Diverse ragioni mi hanno indirizzato a lui, oltre al piacere di “incontrarlo” finalmente sulla scena: certo mi ha favorito sapere che aveva già collaborato con lo Stabile in un bellissimo “Galileo”, poi mi hanno colpito alcune sue dimostrazioni di generosità nel recente passato, e naturalmente ho ammirato la sua carriera, i lavori con Ronconi… Ho messo in rapporto la sua bravura, la sua generosità e la sua capacità di essere “fuori dalle regole”, fuori dagli schemi… com’è Jean Valjean che è tutto: un santo e anche un vero galeotto. E poi avviene l’incontro e speri che le cose vadano bene. E sta andando  bene: sono colpito dall’atteggiamento di Franco Branciaroli, (che devo ringraziare anche per l’incontro con Doninelli, scrittore che ha accettato la sfida dell’adattamento teatrale del romanzo), sono colpito dalla sua disponibilità, l’impegno, il pudore e la sensibilità con cui propone e  suggerisce… Branciaroli è un grande “strumento”, la quintessenza dello strumento, uno dei rari attori che si mette completamente a disposizione del lavoro».

Un lavoro che l’attore definisce un percorso avventuroso quello sul romanzo di Hugo e sul “suo” Jean Valjean: «Uno strano santo – dice Franco Branciaroli del suo personaggio – una figura angelico-faustiana. Il ritratto di un’umanità che forse deve ancora venire».

La scenografia firmata da Domenico Franchi – un artista di grande esperienza e scuola, che è scenografo e pittore – ha saputo coniugare una necessaria astrazione, alla concretezza della materia. È dominata da tre elementi che sembrano una rivisitazione degli antichi periaktoi, che si muoveranno sempre, offrendo la possibilità di continui mutamenti di scena e di sfondo. E si è intuito poi, che rimanderanno all’immagine di libri di cui gli attori apriranno e muoveranno pagine diverse, attraversando il grande romanzo di Hugo e il suo mondo, basso e alto, tragico e mutevole.

Di seguito la distribuzione dei ruoli: Franco Branciaroli (Jean Valjean), Alessandro Albertin (Vescovo Myriel/Gillesnormand), Silvia Altrui (Cosette bambina/Gavroche), Filippo Borghi (Marius),Romina Colbasso (Cosette adulta), Emanuele Fortunati (Courfeyrac/Montparnasse), Ester Galazzi (Fantine/Baptistine), Andrea Germani (Enjolras/Gueleumer), Riccardo Maranzana (Thenardier),Francesco Migliaccio (Javert), Jacopo Morra (Combeferre/Babet), Maria Grazia Plos (Madame Thenardier/Magloire), Valentina Violo (Eponine).

                       

Per informazioni contattare il numero 0541/966778 o il numero 0541/966636 attivo negli orari di biglietteria. Inizio spettacoli ore 21.15. Per ulteriori informazioni: www.teatrodellaregina.it   facebook.com/teatrodellaregina

TEATRO DELLA REGINA, Ufficio Cinema –Teatro, piazza della Repubblica, 28/29 – Cattolica (RN).  Tel. 0541/966778 – e-mail: info@teatrodellaregina.it
SALONE SNAPORAZ, Piazza del Mercato, 14 – Cattolica (RN).
Tel. 0541/960456 (nelle sere di spettacolo).

Cultura

Giornata Mondiale della Poesia con Agnese Monaco 100TPC Rome 28/09/2019

Redazione

Pubblicato

a

Si è svolta sabato 28 settembre a Roma presso la prestigiosa Sala Capitolare del Chiostro Domenicano a Piazza della Minerva 42, la quarta edizione del”La Giornata Mondiale della Poesia con Agnese Monaco 2019 – 100 Thousand poets for Change Rome”, nella quale vince il primo premio : Annamaria Citino (Conegliano – TV) con la poesia “Cercami”, al secondo posto Speranza Savina con “Disin-Canto” (Milano), al terzo Paolo Emilio Urbanetti con il sonetto “So’ maschere” (Roma), al quarto Tiziana Gabrielli (Rieti) con “Il profumo di un ombra”, al quinto Marco Colonna (Forlì) con “Dìsmesticanza”. Il premio speciale “In Memoria del Prof. Giovanni Monaco” è stato conferito a Pasqualina Terlizzo di Fragneto L’Abate (BN), a Melissa De Pasquale di dodici anni (Torino) il premio “Poeti in erba”, mentre l’ “Agnese Monaco Official “a Sara Palladini di Giulianova (TE). L’ambito premio “Triangolo delle Bermuda Farm” di Mickhail Fasciano, produttore discografico è stato vinto invece da Anita Napolitano. I premi Riminiamo sono stati dati a Novella Capoluongo Pinto (Potenza) e Giuseppe D’Acchioli (Treviglio) , gli speciali Voce23 a Mario Baldassarre – Montefalcione (AV) ed Eleonora Sciara (Roma). Speciali Rockapelli 1° Premio a Rosita Panetta (Torino), 2° Premio a Angela Donatelli (Roma), 3° Premio a Michela Marconi (Roma). Speciali “Penna D’Argento” a Francesco Agresti – Eboli (SA) e Roberto Casati (Firenze) . Medaglie d’onore a Corrado Credentino (Casoria -NA), Guido Francesco (Mongrassano – CS), Signorini Marcello ( Senigallia- AN), Claudiano Sironi (Milano) e Giuseppina Vitale (Zagarolo – RM). Gli speciali Mangiaparole a Armando Patrito (Torino), Antonella Tamiano (Lecce) e Bruno Pinsuti Berrino (TO/RM). Premio Speciale Aida & A. Onlus vinto da Stefania Miola (TO). Alvaro Staffa (RM) ottiene il premio “Express Yourself di G. Chon”. Altri premi speciali assegnati: Ciro Bruno (MI) “Ritorna Umanità”, Silvano Zecchin (Torino) “Amicizia”, Alessandra Bucci (Martinscuro) “Luce”, Giuseppe Cataldi (RM) “Speranza”, Rosaria Delton (Forlì) “In compagnia”, Carmelina Rotundo Auro (Firenze) “Stelle”, Fiorella Sepe (NA) “Fortuna”, i premi Origini sono invece stati ottenuti da Vinicio Di Crescenzo (Fondi/Roma), Francesca Misasi (Vicenza) e Michela Zanarella (Roma). In questa edizione “Globale”, nella famosa manifestazione di soliedarietà e pace del 100 Thousand poets for change dei fondatori M. Rothenberg e T. Carrion (USA), è la poesia a cambiare il mondo, rendendolo migliore, nell’evento italiano organizzato da Agnese Monaco per Roma vi è stata inserita anche l’iniziativa “Read a poem to a Child”. Il pomeriggio è iniziato alle 16:00 per concludersi alle 20:00. Si sono susseguiti un gran numero di finalisti provenienti da tutta Italia. Gli ospiti d’onore sono stati Agostino Raff (poeta, artista, scrittore e musicista) il quale è stato insignito di una Targa D’Onore, Valentina Coppola (Presidente di Earth Nazionale), la quale ci ha parlato di Earth,nelle sue mansioni come lo sportello legale, le Guardie Zoofile e gli Educatori Cinofili. Il dirigente delle guardie Zoofile Aldo Tagliaferri (Delegazione Earth Forlì/Cesena), Danilo Bellardini (Dirigente Generale Earth, Responsabile Regionale delle Guardie Zoofile per il Lazio e Coordinatore Nazionale Protezione Civile Earth Lazio), ha illustrato la Protezione Civile di Earth Lazio. Di seguito sono intervenuti gli Ospiti Susy dell’Aida & A., Mickhail Fasciano produttore discografico de “Il Triangolo delle Bermuda Farm”, Barbara- Ann e Mauro di Amici di Fido Roma onlus (a cui sarà donato l’intero incasso delle antologie ad esclusione delle spese di pubblicazione, stampa e deposito legale come ogni anno). Assenti gli ospiti d’onore Francesca Di Castro (Vice direttore “Voce Romana”) e Sandro Bari (Direttore e Presidente “Voce Romana”, “Associazione Roma Tiberina” e Presidente “Casa Romanità”). La dottoressa Monaco ha letto durante la serata il messaggio che Sandro Bari ha mandato per l’evento, il quale è riportato di seguito: “Molto dispiaciuto di non essere presente a questo importante evento, invio a tutti i partecipanti le mie congratulazioni ed i miei auguri per la realizzazione delle loro aspirazioni. La poesia , elevazione dello spirito, rappresenta una delle grandi manifestazioni della mente umana e come tale deve essere coltivata, protetta e diffusa: E’ il programma della rivista Voce Romana e del Salotto Romano. Onore dunque, a chi, come voi, vi si impegna al solo scopo di una crescita morale, spirituale e culturale. Sandro Bari – Direttore”. A seguire è stato chiamato sul palco l’ospite e finalista Roberto Casati il quale ha parlato del “L’ultimo istante” , progetto contro il problema delle Vittime della strada. E’ stata poi la volta di Anna Elisabetta Lombardi con Progetto Cultura e ed il Caffè Letterario Mangiaparole. Elena Marella di Milano che ha declamato una poesia di Agnese Monaco dal titolo “Una donna lo sa” inclusa nel libro “Sine Memore”. Al Maestro Capodiluce (Giuseppe Cataldi) è stata conferita una targa di collaboratore e braccio destro per l’encomiabile lavoro svolto nell’organizzazione della location. A tornare poi sul palco è stata la volta di Danilo Bellardini in veste di poeta che ha letto le sue opere che confluiranno in un libro dedicato a suo padre, di prossima pubblicazione. E’ stata poi la volta della targa a Gaia Chon da Bologna (artista e counselor olistica, speaker radiofonica e conduttrice). Altre targhe sono state date alla ASD Natural di Cervinara (AV) per il ruolo svolto come sponsor e organizzatore con la Monaco per questo evento di beneficenza a tutela della “Cultura” e della “poesia. E agli altri Partners ed ospiti come Rockapelli, Mangiaparole, UserTv, Riminiamo, Voce23, Agnese Monaco Official ed il Giornalino di Rocca Priora. Un momento toccante é stato durante la presentazione del Premio Speciale “In Memoria del Prof. Giovanni Monaco”, padre di Agnese, prematuramente scomparso nel 2013. L’artista ha detto: “ Mio padre è stato per me un esempio d’integrità morale. Mi ha fatto capire cosa sia il coraggio, l’onestà e la coerenza. Diceva spesso che – “La nobiltà d’animo è amore per la verità. Solo chi sa patire per essa, solo chi ha il coraggio di riverirla e diffonderla, è veramente nobile d’animo.”- Posso a gran voce dire che mio padre è stato davvero nobile d’animo”. A seguire ha letto tre poesie del padre e nonostante la vistosa emozione in quel frangente, ha tenuto alto lo standard della serata. Un ringraziamento speciale alla Filmaker ufficiale dell’evento Giulia Bellavitis ed alla fotografa Stefania Chierroni . I giudici sono stati la prof.ssa Marinella Garozzo, presidentessa di giuria, (Docente di Lettere, responsabile della scuola di scrittura poetica, collaboratrice della Fondazione Bellonci e coordinatrice della giornata della poesia nel Liceo Classico per molti anni), Agostino RaffAgnese Monaco (Poetessa, Artista e Commediografa), Liliana Luciani (Veterinario e poetessa), Mariateresa Ricci (Rappresentante ASD Natural), Giuseppe Faitanini (Aida & A. Onlus), Peroz (Cantautore e musicista) e Giuseppe Andreozzi (editore di Riminiamo e Voce23). A tutti loro, assenti e non, è stata donato un riconoscimento. La partecipazione al concorso è stata gratuita senza alcuna tassa di lettura e nessun obbligo ed ha visto ben 1508 e-mail ricevute da partecipanti di tutta Italia e poeti da altre parti del mondo che hanno inviato poesie in lingua originale con traduzione italiana a fronte. I finalisti sono stati 81 raccolti nell’antologia premio, la quale non ha avuto alcun obbligo d’acquisto, stampata a tiratura limitata (con codice ISBN e deposito legale come previsto per Legge) e su richiesta dei finalisti per il solo scopo benefico di donare ad Amici di Fido Roma Onlus. Nell’edizione 2019 sono presenti all’interno le foto autorizzate dell’area di sgambamento situata all’interno del Canile di Vallegrande a Roma e creata con i proventi dell’anno 2017 e quelle del 2018 con i quali sono state acquistate sei piscine per cani e vari giochi anche di agility inserite nei recinti, affinchè la permanenza nel canile , sia più lieta possibile per gli ospiti a quattro zampe, in attesa di una famiglia che li adotti. I proventi saranno consegnati in un unico giorno quando tutte le antologie saranno state date o almeno la maggior parte di esse.

Continua a leggere

Cultura

Silvia Gribaudi presenta GRACES (estratti) al Teatro Dimora di Mondaino

Redazione

Pubblicato

a

Silvia Gribaudi presenta GRACES (estratti) al Teatro Dimora di Mondaino gestito da “L’arboreto” (Centro di Residenza Emilia-Romagna).

La prova aperta si terrà Mercoledì 26 giugno, alle ore 21 (ingresso a contributo libero) a seguire l’incontro con la coreografa a cura di Francesca Giuliani e piccolo convivio.

La coreografa e danzatrice Silvia Gribaudi torna a L’arboreto, per una residenza creativa (dal 19 giugno al 3 luglio) per la ricerca e la creazione del nuovo spettacolo GRACES.
Mercoledì 26 giugno alle ore 21 la compagnia incontrerà il pubblico per una prova aperta  al Teatro Dimora di Mondaino con alcuni estratti di questa nuova opera.
A seguire l’incontro con la coreografa a cura di Francesca Giuliani e un piccolo convivio.
Dopo numerose anteprime la compagnia parteciperà con questo nuovo spettacolo al prossimo festival Inequilibrio a Castiglioncello (LI) e successivamente a luglio al Santarcangelo Festival.

«Chi sarebbero oggi le tre grazie? Cosa significa grazia? Come e in quanti modi si può esprimere /interpretare?»

Graces prende spunto dalla scultura Neoclassica Le tre grazie, che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817, come ideale universale di bellezza, proporzione e misura.
In scena quattro danzatori si muovono su un palco vuoto, i loro costumi non li rendono collocabili in nessun contesto specifico.
Silvia Gribaudi, Siro Guglielmi, Matteo Marchesi e Andrea Rampazzo, accolgono lo spettatore ringraziandolo e rassicurandolo: “sometimes it’s difficult, but you know, you have the power. You have to push!”.

In un gioco tra realtà e finzione le grazie danzano attraversando un tempo scandito ora dalle musiche classiche di Vivaldi e Strauss ora dalla dance elettronica dei Matmos e dalla sperimentazione ipnotica di Koudlam, accompagnando lo spettatore in un percorso che non chiarisce, ma che rende invece più complessi il rapporto e la natura di questi personaggi. Dove e come si posa lo sguardo dello spettatore?

In Graces un nuovo concetto di Grazia viene svelato. Svelare è qui inteso sia come “rendere manifesto”, che come “come togliere un velo”, cioè scavare in ciò superfluo, cercare la radice.

Cos’è la bellezza? Come si manifesta? Le grazie sono canone estetico di bellezza, ma prima di ogni cosa incarnano gioia, splendore e prosperità.

Graces è un’opera scultorea e pop che indaga le diverse sfumature di una bellezza concreta e sfacciata, che ribalta ogni canone.

Negli ultimi 10 anni Silvia Gribaudi si è interrogata sugli stereotipi di genere, sull’identità del femminile e sul concetto di virtuosismo nella danza e nel vivere quotidiano, andando oltre la forma apparente, cercando la leggerezza, l’ironia e lo humour nelle trasformazioni fisiche, nell’invecchiamento e nell’ammorbidirsi dei corpi in dialogo col tempo.

Graces si è realizzato grazie allo sguardo registico e visivo di Matteo Maffesanti (regista, formatore e videomaker) che ha seguito con Silvia Gribaudi tutto il processo artistico che si è sviluppato con tappe di lavoro che comprendevano laboratori con cittadini sui materiali coreografici.

Ingresso a contributo libero.

FOTO: Giovanni Chiarot – Zeroidee

La residenza non terminerà con la prova aperta, nella seconda parte la compagnia lavorerà, come negli anni precedenti, con la comunità di Mondaino, che si incontrerà in questa occasione con un’altra comunità, quella delle donne OVER 60 che in questi anni sono state il focus della ricerca di Silvia Gribaudi. Dal 30 giugno al 3 luglio la tappa dell’OVER TOUR di Mondaino si aprirà al territorio, a tutte le persone over e under 60, che vogliono mettersi in gioco e sperimentare le potenzialità comunicative del corpo; la partecipazione al workshop è gratuita.

La residenza creativa di GRACES è un progetto condiviso: L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia-Romagna, Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), Lavanderia a Vapore Centro di Residenza per la danza Regione Piemonte, ARTEFICI – Artisti Associati di Gorizia, Dansstationen, Danscentrum Syd, Skånesdansteater Malmö Svezia.

Continua inoltre fino al 25 agosto nello spazio D.E.A., Dimora di Esposizioni d’Artela mostra “Cogliere e restituire” (cartografie dal mondo vegetale) con tavole di Veronica Azzinari. Maggiori informazioni sulla mostra qui: www.arboreto.org/sguardi/dea/

GRACES
Coreografia Silvia Gribaudi
Drammaturgia: Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti
Danzatori: Siro Guglielmi, Silvia Gribaudi, Matteo Marchesi e Andrea Rampazzo
Disegno luci: Antonio Rinaldi
Direzione tecnica: Leonardo Benetollo
Costumi: Elena Rossi
Produzione: Zebra; Coproduzione: Santarcangelo Festival.

Residenze artistiche: di Klap – Maison Pour la danse Marsiglia, Centro per la Scena Contemporanea/Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa, Orlando Bergamo; con il sostegno di Centro di Residenza Armunia/CapoTrave Kilowatt, Lavanderia a Vapore Centro di Residenza per la danza regione Piemonte, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale: Centro di Residenza Emilia-Romagna, ARTEFICI – Artisti Associati di Gorizia, Dansstationen, Danscentrum Syd, Skånesdansteater Malmö Svezia.

Progetto realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore, coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino.

Vincitore dell’azione CollaborAction#4 2018/2019

Motivazione giuria:

CollaborAction #4 va a SILVIA GRIBAUDI con GRACES a riconoscimento di un percorso artistico maturo e significativo, dove la ricerca e l’osservazione dei comportamenti umani sono finalizzate a riscoprire la bellezza e l’unicità di ogni singola persona, con uno sguardo profondamente empatico e libero da pregiudizi”.

Maggiori informazioni su Silvia Gribaudi:

www.silviagribaudi.com

Nota Biografica

Silvia Gribaudi. Nata a Torino, è un’artista attiva nell’arte performativa. Il suo linguaggio coreografico attraversa la performing art, la danza e il teatro, mettendo al centro della ricerca il corpo e la relazione col pubblico. Nel 2009 crea A corpo Libero, con cui vince il Premio pubblico e giuria per la Giovane Danza d’Autore, viene anche selezionato in Aerowaves Dance Across Europe, alla Biennale di Venezia, al Dublin Dance Festival, Edinburgh Fringe Festival, Dance Victoria Canada e al Festival Do Disturb a Palais De Tokyo di Parigi e a Santarcangelo Festival.

Conduce seminari in Italia e all’estero e progetti di formazione all’Accademia Teatrale Veneta e al Theaterschool – Amsterdam School of the Arts. Dal 2013 al 2015 si concentra sul corpo e la nudità e comincia creando performance quali: The film contains nudity (progetto Performing Gender) e What age are you acting? –  Le età relative (progetto Act your age). Dal 2011 conduce laboratori destinati Over 60 e collabora con Università Ca ‘Foscari di Venezia, Dipartimento di Management Cultura e Impresa, nel progetto ARTimprendo e Action Reasearch Coreografie d’Impresa. Nel 2017 è selezionata in Italia tra i coreografi del Network ResiDance Anticorpi XL 2017.

Nel 2017 debutta a Vancouver, Canada, con Empty. Swimming. Pool una coproduzione italo -canadese con Tara Cheyenne Frienderberg, vincitore del sostegno produttivo Chrystal Dance Prize 2016.

Nel 2016 e 2017 è regista e coreografa di tre diverse performance:

My Place per la compagnia Qui e Ora Residenza Teatrale – Spettacolo finalista Inbox 2017; Felice – produzione Teatro delle Briciole, Cantieri per un pubblico Giovane 2017;

  1. OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi selezionato per la piattaforma della danza NID 2017, Festival BIPOD 2018, Finalista Premio UBU 2017 come MIgliore Spettacolo di danza 2017 e Finalista Premio Rete Critica 2017 in scena Claudia Marsicano Premio UBU 2017 come miglior attrice under 35.

Nel 2017 è artista ospite con borsa di studio nel progetto internazionale svedese dei centri di ricerca produzione danza a Malmo: Dancentrum, Skanesdansteatre e Danstationeen Nel 2018 si concentra su progetti al cui centro ci siano laboratori e l’incontro con lo spettatore e debutta con la performance laboratoriste  #oggièilmiogiorno (danza e comunità ) sviluppato durante ResiDance XL2017 produzione Zebra.

Attualmente è impegnata come coreografa per Matera capitale europea della cultura sul progetto La poetica della vergogna e a giugno 2019 debutterà con il suo nuovo lavoro GRACES progetto vincitore dell’azione CollaborActionXL 2018/2019 ispirato alle tre grazie di A. Canova.

I lavori di Silvia Gribaudi incarnano leggerezza, ironia e libertà.

Continua a leggere

Cultura

I numeri della prima stagione del Teatro Galli: 15mila presenze in sala per spettacoli e concerti, quasi 10mila adulti e ragazzi per le visite guidate

Redazione

Pubblicato

a

Quindicimila presenze nelle serate di spettacolo, quasi 10mila persone alla scoperta degli spazi riconsegnati agli antichi fasti: la prima stagione del Teatro Galli consegna numeri importanti, che danno la dimensione della risposta entusiasta di Rimini e dei riminesi all’apertura di un contenitore culturale che in sette mesi di attività è già diventato un punto di riferimento della città. Un bilancio che arriva a chiusura di una stagione inaugurale trascinata dall’entusiasmo e in previsione di un secondo anno di programmazione denso di appuntamenti e novità, che saranno anticipate sabato 1° giugno in occasione della presentazione al pubblico della 70esima edizione della Sagra Musicale Malatestiana, che si aprirà il 3 agosto con il concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti.

Tornando ai numeri, sono state circa 15mila le presenze agli spettacoli e ai concerti (al netto dei vari eventi gratuiti) ospitati a teatro dal 28 ottobre, giorno dell’inaugurazione con la Cenerentola di Cecilia Bartoli, fino ad aprile scorso. Tanti i sold out registrati sia per le proposte del cartellone di prosa – che ha segnato una crescita sia di biglietti venduti, sia di abbonamenti rispetto all’anno passato – sia per i concerti della Sagra Malatestiana, oltre ai tre eventi inaugurali – Cecilia Bartoli, Roberto Bolle, Valery Gergiev – che hanno visto il Galli riempirsi in ogni ordine di posto.

Se il dato delle presenze è ottimo e in parte atteso, è invece sorprendente il numero delle persone che in questi mesi hanno partecipato alle tante visite guidate organizzate per approfondire la storia del Teatro e conoscere i dettagli della sua ricostruzione: da dicembre alla scorsa settimana sono stati contati circa 9.300 visitatori, tra gruppi di adulti e le scolaresche. La curiosità di ammirare il teatro fresco di restauro ha spinto il primo mese di visite, con ben 1.600 presenze e 550 ragazzi delle scuole nel solo mese di dicembre. L’attenzione e la voglia di conoscere il Teatro sono però rimaste costanti anche settimane dopo l’inaugurazione: il picco è stato registrato a marzo, con ben 990 presenze registrate a cui si aggiungono i 261 studenti. Proprio ai giovanissimi, i bambini e i ragazzi delle scuole del territorio, il teatro si rivolge per avvicinare le nuove generazioni alla cultura e all’arte: grazie all’attenzione delle scuole e alla sensibilità degli insegnanti, sono stati quasi 1.650 gli alunni che hanno varcato la soglia del teatro polettiano. Un motore culturale che è anche attrazione turistica come dimostrano le2.890persone che nella notte di Capodanno si sono messe in fila per approfittare della possibilità di visitare gratuitamente il teatro.

“Questi primi mesi di attività sono stati entusiasmanti – commenta l’assessore alla cultura Giampiero Piscaglia – la vera sfida però arriva adesso: oggi il Teatro Galli non rappresenta più una novità ma una realtà centrale della nostra offerta culturale e abbiamo il compito non semplice di far sì che continui a produrre contenuti in grado di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e consolidarsi come punto di riferimento delle rete teatrale e musicale regionale. La passione e l’attenzione con cui la città ha riabbracciato il suo Teatro è in questo senso un grande patrimonio”.

Continua a leggere

Tendenze