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Salute

Il Rotary Club presenta un progetto per la psicopatologia dell’adolescenza

Redazione

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Rimini, 2 marzo 2019

E’ stato illustrato giovedì 28 febbraio, al Grand Hotel di Rimini, il Progetto del Rotary Club Rimini a favore del Reparto di Psicopatologia dell’Adolescenza, presso Ospedale “Infermi” di Rimini, dell’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’AUSL della Romagna, con il sostegno del Distretto Rotary 2072, a mezzo di una Sovvenzione della Fondazione Rotary. Un ulteriore esempio di vicinanza della società civile alla sanità riminese.

Il Progetto di supervisione, realizzato attraverso la messa in atto di un percorso formativo a favore degli operatori della Psicopatologia dell’Adolescenza, è nato con l’obiettivo di fornire un supporto per agevolare il confronto costante con la malattia psichiatrica, in questo caso di minori.

Tale percorso formativo ha dato l’opportunità agli operatori di acquisire competenze e tecniche di gestione che sono state subito attivate e che dunque, ad oggi, sono prassi operativa nell’attività quotidiana del Reparto. Il dottor Andrea Tullini Direttore della predetta Unità Operativa e gli operatori del Reparto, nel corso del Progetto, hanno posto in essere misurazioni periodiche dell’impatto sulle attività e sulla gestione dei pazienti, evidenziandone già i primi risultati positivi.

Nel corso della serata la dottoressa Daniela Rebecchi, consulente a cui è stata affidata l’attività di conduzione degli incontri relativi al Progetto, ha relazionato sul tema “I mille volti della dipendenza da Internet e Social Network: il caso Hikikomori“. La sindrome prende il nome “Hikikomori” da un termine giapponese che significa “isolarsi”. Un fenomeno scoperto in Giappone negli anni Ottanta e che sta dilagando in tutto il mondo. In Italia si stimano oltre 200.000 casi che coinvolgono ragazzi tra i 14 e i 22 anni.

 

 

Salute

FEEL FREE: UN PROGETTO IDEATO DALLA CANCER COACH MARA MUSSONI “COME AIUTARE LE AZIENDE A GESTIRE I DIPENDENTI/MALATI E I CAREGIVER”

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Feel Free. Si chiama così il progettoideato dalla cancer coach sammarinese Mara Mussoniper fornirei giusti strumenti a tutti  quelli che devono farei conti con tumore e cancro e vogliono continuare a lavorare e ai loro cari che devono prendersene cura.   In Italia, nel 2018, si sono registrati ben 373 mila nuovi casi con 4 milioni familiari e caregiver coinvolti. L’aumento di opzioni terapeutiche incrementa tantissimo la percentuale di sopravvivenza, che si stima tra il 70 e il 90%. Il 91% di malati di cancro ritiene fondamentale continuare a lavorare.In un’azienda con 1000 dipendentisi stima che, ogni anno, mediamente, ci siano almeno 2 nuovicasi di tumore e 200 persone coinvolte in quanto familiaree caregiver. È stato calcolato, nel2009, dal Working Whith Cancer, che con un’adeguata formazione si possano abbattere le assenze per malattia del 20% dei malati  e del 40% dei familiari,oltre ad una riduzione del ricorso al prepensionamento anticipato dal 25% al 5% in 5 anni. Nonostante specifiche tutele giuridico/economiche che garantiscono il reinserimento al lavoro, la malattia condiziona lo svolgimento dell’attività lavorativa, con ripercussioni sulla qualità della vita e produttività dell’azienda. Il lavoratore che convive con la malattia o assiste un familiare malato teme di subire demansionamenti, discriminazioni o licenziamenti. A ciò si aggiungono il pregiudizio e  lo stigma che caratterizzano l’ambiente di lavoro.

Mara Mussoni, qual è lo scopo di Feel Free?

“Innanzitutto nasce dalla mia esperienza personale e dal mio progetto come  cancer coach, nato proprio in concomitanza con il mio secondo cancro.Feel Free è un progetto welfare e/o CSR ( corporate social responsibility ndr)che l’azienda attua a sostegno dei collaboratori affinché il lavoro non diventi un altro problema da gestire oltre alla malattia . Ha lo scopo di formare l’azienda, in tutto il suo organigramma, affinché sappia come gestire i dipendenti/malati e/o i caregiver, per garantire un corretto reinserimento lavorativo, assicurare il mantenimento di una buona motivazione e un clima positivo,non perdendo risorse formate ed evitando contenziosi. Inoltre, l’obiettivo di questo progetto è quello di sensibilizzare il management aziendale, trasformando così l’azienda in un porto sicuro di accoglienza e flessibilità, per tutelare e mantenere il suo livello di produttività e aumentare la sua credibilità con i collaboratori e clienti”.

 

 

Per ulteriori info e iscrizioni:

Coach ACC ICF, Formatrice e Speaker per Aziende Mara Mussoni

coachicfaccreditata@gmail.com; 335/1392638

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Salute

Nuovi ospedali, riqualificazioni, Case della salute: edilizia sanitaria, piano di interventi da 300 milioni

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Oltre 300 milioni di euro per un programma straordinario di interventi che rafforzi la sanità dell’Emilia-Romagna, guardando all’oggi e anche al futuro. Con ospedali all’avanguardia capaci di rispondere alle nuove esigenze organizzative, funzionali per chi ci lavora e, prima ancora, pensati per i pazienti. Dunque, strutture, costruite ex novo o da riqualificare, che saranno dotate delle più moderne tecnologie e di tutti i comfort; nuovi reparti ospedalieri e, ancora, Case della salute e hospice per le cure palliative.

La Regione è pronta. Il 9 maggio scorso, a Roma, la Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto l’intesa sulla delibera del Comitato interministeriale per lo sviluppo economico (Cipe) che ripartisce a livello nazionale 4 miliardi di euro per il programma straordinario di investimenti in sanità; a soli pochi giorni di distanza, la Giunta ha messo a punto il piano di interventi da realizzare con i 302 milioni di fondi stataliassegnati all’Emilia-Romagna.

Il programma è stato presentato oggi alla stampa a Bologna, in viale Aldo Moro, dal presidente della Regione, dall’assessore alle Politiche per la salute e dalla direttrice generale Cura della persona, salute e welfare.

Una proposta di utilizzo delle risorse – che passerà per l’esame dell’Assemblea legislativa unitamente all’utilizzo del cofinanziamento regionale del 5%, pari a circa 16 milioni – fatta dalla Regione secondo un preciso criterio e obiettivo: raccogliere i fabbisogni dei territori e individuare gli interventi necessari, prioritari e in alcuni casi urgenti, per dare risposte adeguate alle esigenze dei cittadini e della moderna sanità.

Si parla, quindi, di un programma che va ad arricchire e a completare i singoli Piani di investimento delle Aziende; queste risorse, infatti, si sommano agli altri canali di finanziamento già previsti, regionali e statali, con cui in tutta l’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, dal 2015 ad oggi sono stati realizzati o programmati per il futuro molteplici interventi di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico per oltre 380 milioni, senza considerare la realizzazione del nuovo ospedale di Cesena per il quale è previsto un finanziamento statale di 156 milioni.

Il programma illustrato oggi consentirà dunque di realizzare nuove strutture ospedaliere (174 milioni destinati a sostenere il finanziamento degli ospedali di Piacenza e di Carpi), di proseguire la realizzazione delle Case della salute (20 milioni) e degli Hospice (6,5 milioni), di compiere i necessari adeguamenti strutturali e sismici (67 milioni) e il rinnovamento e ammodernamento tecnologico (35 milioni).

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Salute

“Bisogna muovere il bene” Nuove attrezzature donate al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Forlì

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“Bisogna muovere il bene”  è questo il messaggio che invia a tutti la sig.ra Gardini Roberta, dopo aver donato al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura(SPDC) dell’ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì, diretto dal dottor Nazario Santolini,  attrezzature indispensabili alla gestione clinico-organizzativa del reparto.
Perchè è importante donare, ma più importante è creare una cultura di solidarietà e di cura del bene comune.
In particolare, dalla generosità della signora Gardini, è giunto al SPDC di Forlì un presidio che, posto al polso dell’assistito, permette di “registrare l’architettura delle fasi del sonno”. Il  tracciato viene scaricato mediante un’apposita applicazione, consentendo così di modulare il percorso terapeutico assistenziale del paziente, rendendolo sempre più personalizzato.Il secondo strumento donato è invece  un “distruggidocumenti”,  che permetterà di ottemperare alle indicazioni del decreto sulla Privacy n.101/18, noto come GDPR.
“Tutta l’équipe medico-infermieristica del reparto – spiega Liliana Guerra – coordinatrice infermieristica del SPDC –  ringrazia la Sig.ra Gardini e la sua famiglia, sottolineando che tali attrezzature contribuiranno al miglioramento della presa in carico dei propri assistiti.”

 

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