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Sport

Intervista alla Campionessa Mondiale Antonella Lizza. La supremazia della Bellezza ed Eleganza

A cura della Dott.ssa Agnese Monaco

Redazione

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Cultura Fisica e non solo, la nuova rubrica su Voce23 a cura della dottoressa Agnese Monaco. In essa si parlerà di Culturismo, visto con gli occhi dei grandi nomi di ieri e di oggi. Interviste e curiosità a chi ha fatto la storia di questa disciplina. Atleti italiani e stranieri ci racconteranno le loro esperienze sui palchi ed i loro allenamenti. I giudici di gara il loro metro di giudizio, tutto questo prossimamente su Voce23! Vuoi essere intervistato? Invia in breve il tuo curriculum agonistico ad : agnese.emme@hotmail.it e scrivi come oggetto “Cultura fisica”. Aperto a tutte le Federazioni.

Intervista alla Campionessa Mondiale Antonella Lizza

Ciao Antonella, tu sei l’icona del Body building femminile in Italia ed all’Estero. Ti ho vista sempre vincere sui palchi più importanti, mostrando classe, determinazione, bellezza, armonia e grinta. Ho osservato sfigurare al tuo cospetto splendide atlete ed è per questo che vorrei iniziare proprio con te questa nuova rubrica.

1- Parlaci di te e di come si svolge la tua giornata, questa domanda nasce dall’esigenza di mostrare la vita dei grandi campioni, nella quotidianità, anche a coloro che non vivono questo mondo. Creando un nuovo spazio per interloquire ed appassionarsi .

La mia giornata in realtà è abbastanza semplice, nel senso che assomiglia alla quotidianità di tante donne che hanno una famiglia, hanno un lavoro, anzi hanno un mix di lavori. Considera che ho un figlio di venticinque anni, quindi ho lacasa, la spesa, sistemo delle cose per la giornata e poi gli impegni però però variano perchè a volte  vado a fare lezioni come personal, altre volte mi sposto e mi dedico di più ad un lavoro d’ufficio dedicato sempre allo sport, perchè come sai io ho questa scuola Alta formazione Fitness, che fa corsi per istruttori, sportivi, corsi riconosciuti per insegnare, quindi non sono tutte le giornate uguali ma si snodano tra l’attività in palestra, tra quella “d’ufficio”, la gestione con la casa e poi tre volte a settimana il mio appuntamento con l’allenamento personale che questa strategia di tre giorni a settimana è un po’ quella che sto portando un po’ in giro come insegnante perchè non tutte le persone possono stare tutti i giorni in palestra e quindi con un buon metodo ognuno riesce con queste tre volte , non solo a mantenersi in ottima forma , ma come sai io ci vinco anche le gare, quindi credo che sia un buon metodo. Poi ci sono dei giorni un po’ più speciali. Tipo quando devo registrare qualcosa per la tv, quando ho uno stage o un corso, quando sono ospite, ecc. Però trecento giorni all’anno sono quelli che chiamerei standard.

 

2-In Italia e all’Estero che onorificenze hai ottenuto nel Bodybuilding? Nel tuo caso aggiungerei tutto!

Mi piace il fatto che hai utilizzato il termine onorificenze e non “che gare hai vinto” perchè in realtà io sono orgogliosa oltre alla parte agonistica e ti devo dire che da quando gareggio come master over 35, i miei risultati in gara sono esplosi, perchè probabilmente è proprio più particolare che una donna grande riesca ad avere certe caratteristiche di fisico , di pelle, di muscolatura, ma anche di flessibilità e sincronia perchè tu hai visto che faccio gare anche di fitness acrobatico, quindi oltre a queste cose che mi hanno vista gareggiare, più federazioni nella mia attività agonistica, io ho iniziato nel 1983 la prima gara, quindi ho gareggiato con la vecchia IFBB, con la WABBA dove ho fatto il mondiale in Tunisia, dove la sera non ci fecero uscire in costume per dirti. Ho gareggiato con la IBFA di Biagio Filizola quindi mi sono un po’ presa la soddisfazione di stare sui palchi di varie parti del mondo, tra l’altro ho fatto anche una gara da professionista nei Paesi dell’Est con la WFIF arrivando quinta, sì dici tu tante, però hai usato la parola onoreficenza e non solo gare vinte e questo mi lusinga particolarmente, perchè, in realtà mi sono stati dati dei premi che vanno oltre  le gare, il premio alla Carriera il Grimek, dei vari premi dati da Organizzazioni tipo il Trofeo del Mediterraneo in ambito culturale, il premio Floray Awards per lo sport, una Laurea Onoris Causae per lo sport. Quindi il fatto di aver ricevuto dei riconoscimenti che sono anche in base a quello che rappresento anche in ambito culturale o sociale per il fitness mi riempie di soddisfazione, forse anche di più della gara. Ma ti dirò che anche il lavoro che faccio, ossia quello di condurre una scuola, di rappresentare un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI è particolare, perchè sono pochissime le donne che lavorano in organizzazioni pubbliche e private con un riconoscimento quasi di “vertice”, o meglio di manager sportivo e lo sono ancora di meno i culturisti. Io sono culturista e donna quindi il fatto di aver ottenuto un riscontro positivo in certi ambiti anche a livello professionale per lo sport lo considero ancora più importante dei Mondiali che ho vinto.

3- Cosa è per te essere una bodybuilder? Quale è la filosofia che trai da questo modus vivendi?

Io non sono una bodybuilder, io sono una persona che fa bodybuilding. Il fatto di riconoscersi culturisti come se fosse una classe sociale, una tipologia genetica o quant’altro è un po’ da ghetto. Io preferisco dire che uno può essere tante cose in contemporanea. In realtà mi sento non solo una bodybuilder, mi sento una donna, una professionista, mi sento una mamma, una artista, una consulente aziendale, avvocato, mi sento mille cose in contemporanea, come tutte le altre persone che ci circondano, e una di queste cose che io amo fare particolarmente è il bodybuilding. Dal punto di vista diciamo di “filosofia” perchè poi il modo di vivere come dicevo prima non è che sia tanto diverso, forse da tante altre persone , però dal punto di vista di filosofia della vita devo dire che io considero lo sport, ed in particolare il bodybuilding una grandissima metafora. Il fatto di costruire il proprio corpo significa che poi noi possiamo costruire tante cose. Il fatto poi, di costruirlo con parametri non così semplici da ottenere porta dentro di se il discorso della sfida, della conquista, ma c’è una matrice particolare che voglio evidenziare. Il bodybuilding è l’unico sport dove non si deve ottenere il massimo risultato col minimo sforzo ma invece è proprio l’opposto. Bisogna sopportare un grandissimo sforzo se si vuole un risultato. La metafora è questa la fibra muscolare se non viene rotta non si ripara e non si migliora ed è così un po’ il discorso dell’approccio alla vita dove l’importante non è andare sott’acqua ma riemergere, è la stessa cosa. Quindi dal punto di vista filosofico il bodybuilding è un grande insegnamento dell’energia che serve per distruggere, perchè solo distruggendo si può creare qualcosa di nuovo. Quindi ci vuole una grandissima forza di volontà per sopportare alle volte la distruzione, perchè tutto ciò che è trasformazione porta a dolore, sacrificio o comunque spezza delle abitudini. Quindi io lo trovo come approccio filosofico e cognitivo particolarmente  d’impatto e devo dire che nella vita mi ha dato le basi per tutto quello che ho fatto e che probabilmente io sono riuscita a raggiungere certi risultati è perchè fin da piccola facevo attività che mi hanno insegnato questo. Ossia che solamente se ci si impegna ottiene qualcosa e si deve impegnare sempre al 100% perchè non sa mai quando può arrivare il momento giusto per fare il salto in avanti.

Quali sono i principali valori a cui credi nella vita ?

I principali valori a cui credo, forse li ho già un po’ detti. Sicuramente il rispetto per le persone, la considerazione che ognuno può avere qualcosa di buono dentro di se stesso,moltissimo il lavoro insieme, cioè la comunità, il gruppo, la solidarietà tra persone anche se poi io amo fare sport a livello solitario e lavorare a livello solitario, però sento tantissimo l’importanza dell’energia delle persone che credono a qualcosa insieme.

Hai un sito o dei link o delle iniziative di cui ci vuoi parlare?

Il sito personale è www.antonellalizza.it , il sito della mia scuola www.fitness-factory.it , www.altaformazionefitness.it e il sito www.nonvoglioviolenza.it , ecc. La collana di ebook con Simonelli editore, ci sono tantissime cose su internet che io seguo, alcune sono appunto iniziative di formazione sportiva, altre più ludiche come la ginnastica sui tacchi, poi c’è il progetto di non voglio violenza in cui hanno partecipato tante ragazze che con me si allenano per le gare, ma che hanno voluto testimoniare anche che le donne, anche dove meno te lo aspetti possono essere vititme di sopprusi e violenze e questa è stata una scoperta molto dolorosa che praticamente tantissime persone che io conosco hanno una storia nascosta di dolore, di violenza, di abbandono, insomma tante donne che sembrano frivole in palestra e sorridenti che si mettono in mostra in realtà stanno semplicemente ricostruendo la sicurezza in sé. Quindi io esorto le persone a guardare queste cose che ho creato su internet, ma anche a dare i loro contributi. Ad esempio sul sito non voglio violenza si possono scrivere anche dei pensieri e delle frasi riguardo la loro esperienza, è anonimo.

Femminilità e muscoli, che consigli dai alle donne che vorrebbero diventare bodybuilder?

Consiglio di fare ciò che le rende felici e serene senza chiedersi troppi perché e senza dare troppe spiegazioni. Non è che ci deve essere un motivo speciale per il quale una donna fa bodybuilding, oppure fa danza, oppure fa volontariato o non fa nulla. Ognuno di noi ha dentro delle pulsioni, se ciò la rende felice e serena lo seguisse. Poi se vuole cambiare attività nel corso del tempo va bene. Io credo che il primo segreto sia fare qualcosa che ci faccia stare bene. Ovviamente senza fare del male agli altri. Consiglio pratico, posso dire che molte persone si aspettano risultati estetici molto forti anche perchè spesso viene pubblicizzato così. Il bodybuilding è per ottenere i risultati di questo tipo, trasforma il tuo corpo, body trasformation, ecc. La valenza estetica c’è, però non è detto che sia così sicura ed immediata come viene pubblicizzata. Anzi spesso fissare tutto sul risultato gambe, glutei, pancia, svilisce un po’ questa attività e poi fa sentire fuori posto e brutte donne che invece sono splendide, anche se non rispettano certi canoni da copertine di fitness. Quindi di sicuro il risultato estetico ci piace a tutti però può essere preso in compagnia del risultato di stare in palestra di un qualcosa per noi stessi. Godiamoci il percorso, quello che facciamo, soprattutto l’allenamento in sala pesi se uno non lo ama, diventa penoso ed oserei dire noioso. Quindi la prima cosa è che piaccia, se non piace uno può anche scegliere altro. Se invece piace, bisogna essere brave da farsi consigliare, se la passione che viviamo in palestra può realmente diventare poi qualcosa da trasformare come gara su un palco. Perchè bisogna dirlo, molte ragazze ama molto l’allenamento e i muscoli, ma non hanno la struttura più adatta a diventare delle famose campionesse. Altre con un perfetto fisico invece non lo amano il bodybuilding. Quindi per chi lo ama, la prima cosa è facesse quello che la far star bene, migliorare può sicuramente, non è necessario credere per forza che tutti possono essere campioni. Non è vero, però tutti possiamo provare l’esperienza bellissima di provare a salire su un palco però restare con i piedi per terra e qui io faccio tantissime iniziative. Spesso non sono gare, sono solo esibizioni, sono degli show, per permettere a tutte le donne di qualunque età, di recente ho fatto un corso dove c’erano persone tutte sopra i quaranta a fare il posing bikini, quindi per permettere a qualunque età e a tutte le donne di mettersi in gioco e divertirsi e sperimentare un momento da star, da miss bikini e da miss figure. Però poi alcune di loro sanno che finito l’evento, finita la giornata, non avranno delle grossissime possibilità nel top gare, qulcuna invece sì. Per qulìello alla fine dico che soprattutto fare quello che ci diverte che poi è quello che faccio io. Io non è che programmo da una vita tutti i risultati che ho fatto e che faccio, io seguo esattamente quello che mi diverte. Siccome mi piace lo faccio a forza di farlo il corpo mi ha dato retta insomma.

 

 

 

 

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Eventi

IL CICLISMO IN ROMAGNA SECONDO CASADEI. 19 APRILE – 16 GIUGNO VILLA MUSSOLINI

Redazione

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n occasione del Giro d’Italia la mostra Il ciclismo in Romagna secondo Casadei, a Villa Mussolini fino al 16 giugno, sarà aperta in via straordinaria venerdì 17 maggio dalle ore 15 alle ore 20, sabato 18 maggio dalle ore 10 alle ore 23 e lunedì 20 maggio dalle ore 10 alle ore 15 (l’ingresso è libero). Resterà invece chiusa al pubblico nella giornata di domenica 19 maggio.

Il percorso espositivo raccoglie immagini, visioni e memorabilia dall’archivio fotografico di Secondo Casadei, storico fotoreporter delle bici, e racconta la passione per il ciclismo non solo di campioni ma dei tanti amatori che qui sono nati e cresciuti. Casadei ha rincorso i corridori fin da quando portava i pantaloni corti e una delle prime scie che ha seguito è stata quella di un treno, “il treno di Forlì”, Ercole Baldini, storico campione olimpico. Nel percorso espositivo si incontra anche la bicicletta di Pierino Primavera, atleta degli anni ’70 che ha corso con i più grandi, tra cui Eddy Merckx, di cui si può vedere un bellissimo scatto mentre scende dal Carpegna. E poi Gimondi, Zandegù, e tanti altri miti del ciclismo, “corridori alle corse, facce e garretti, cappellini e biciclette, maglie e manubri, campioni e gregari, popolo e strada” come scrive nell’introduzione alla mostra Marco Pastonesi.

L’allestimento della mostra è stato pensato e realizzato da Laura D’Amico, grafica e designer, e Inserire Floppino, artista, musicista e direttore di sala dello Spazio Tondelli.

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Sport

Dopo 3 anni di Promozione la STELLA retrocede in Prima Categoria. L’IGEA MARINA è salva!

Calcio, Dilettanti E. R.: I Play Out del girone D di Promozione si concludono con la salvezza dell’IGEA MARINA e la retrocessione della STELLA

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La Stella dopo 3 anni in Promozione, una categoria dove ha dimostrato ampiamente di poterci stare e togliersi anche delle soddisfazioni, retrocede in Prima Categoria. Un campionato, quello della Stella, iniziato bene ma con un girone di ritorno da incubo. La ripresa feroce e tutta orgoglio del finale di stagione non è bastata per salvarsi.

L’Igea Marina difende con i denti la categoria e si proietta al 3° anno di fila in Promozione dimostrando grinta e carattere da vendere. Ha avuto il merito di non mollare fino all’ultima partita, fino all’ultimo secondo.

Le regole

Igea Marina VS Stella S. G. è uno scontro che vale la permanenza in Promozione. I padroni di casa (l’Igea) sono in vantaggio in classifica, in caso di pareggio quindi la partita verrà prolungata ai tempi supplementari e se sarà ancora pareggio l’Igea sarà salva e la Stella retrocessa, non sono previsti i calci di rigore. Queste le regole.

Il Match

Pronti via e si capisce subito che non sarà una partita “normale”. Al di là degli stimoli e delle motivazioni c’è il fattore meteo che complica ulteriormente le cose, una pioggia scrosciante e un vento forte non permettono trame di gioco, si combatte sui nervi, sulle palle inattive e su situazioni di gioco casuali.

Un primo tempo abbastanza equilibrato con i padroni di casa più attenti in fase difensiva e pronti a ripartire con il vento a favore che spinge il pallone in avanti e lo fa schizzare a razzo nell’area avversaria. E’ la Stella però a mettere in campo più determinazione. E’ una partita maschia e non potrebbe essere altrimenti, il centrocampo è puntualmente scavalcato da lanci lunghi e le poche azioni pericolose derivano da rimbalzi e mischie in area.

Il secondo tempo invece è un vero e proprio dominio Stella. I ragazzi di Boldrini, questa volta loro con il vento a favore, si riversano nella metà campo avversaria con tutti gli effettivi rischiando qualcosa nelle ripartenze anche se l’Igea non riesce quasi mai a rendersi pericolosa. Al 5’ un tiro dalla trequarti di Fabbrucci per la Stella, trova una respinta corta di Berardi che libera Cicchetti da solo davanti al portiere ma il centrocampista si divora il gol del possibile 1:0 calciando addosso allo stesso Berardi che è bravo poi a spedire in angolo. Al 10’ con un’azione in verticale è Salvemini a trovarsi a tu per tu con il portiere liberato da un bel passaggio di Garcia, il suo tiro è forte ma centrale e Berardi respinge ancora in angolo, pericolo scampato per l’Igea. Al 25’ dopo un avvio tutto in difiesa arriva anche un’occasione per l’Igea, una punizione dal limite genera una bella sponda per Loi che calcia bene dal limite trovando però i Guantoni di Montalbano. Nell’ultima frazione del secondo tempo è sempre la stella a tenere il campo e a provare a segnare prima con un tiro da fuori di Garcia di poco a lato e poi con un tentativo in spaccata di Angelini che in buona posizione, liberato da un bel cross dalla tre quarti, non riesce a deviare in rete.

Anche il secondo tempo finisce sullo 0:0 e quindi si va ai supplementari.

Supplementari che iniziano sempre con una Stella arrembante e un Igea tosto che lotta su ogni pallone per difendere il risultato. Il primo tempo supplementare però passa senza grosse occasioni e 2 espulsioni, una per parte dettate dal nervosismo che si respira in campo.

Nel secondo tempo supplementare la Stella è tutta all’attacco e al 110’ rischia il tracollo con una classica azione in contropiede dell’Igea. Pirini libera Ricci a tu per tu con Montalbano che però si fa trovare pronto a deviare in angolo. 5 minuti più tardi però è la Stella a sognare con una bella mezza rovesciata di Ferraro (appena entrato) che raccoglie un cross di Gabellini dalla sinistra e insacca in rete per un gol che può valere la salvezza. Mancano 3 minuti ma l’Igea non si vuole arrendere e si riversa cattivo in avanti riuscendo a conquistare un fallo sulla tre quarti sinistra d’attacco. E’ l’ultima azione, sono tutti dentro l’area della Stella. Pirini calcia un pallone insidioso che taglia tutta l’area, Montalbano non esce, la palla batte sul palo ed entra in porta per un pareggio che ha dell’incredibile e regala all’Igea la gioia della salvezza. Palla al centro ma non c’è più tempo per nulla solo per altre 2 espulsioni, sempre una per parte. 1:1 il risultato finale.

Migliori in campo: Salvemini (Stella), Pirini (Igea Marina)

S.P.

 

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Eventi

Giro d’Italia 2019, si parte: Emilia-Romagna protagonista come mai prima

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Al via il Giro d’Italia 2019, un’edizione che vedrà l’Emilia-Romagna protagonista come mai prima.  Con Bologna, città della grande partenza l’11 maggio, e Riccione, Ravenna, Modena, Carpi, tutte località di arrivo o partenza di una tappa, passando per San Marino.

La 102esima edizione del Giro d’Italia è un progetto frutto della collaborazione tra Rcs/Gazzetta dello Sport e Regione Emilia-Romagna con i Comuni di Bologna, Riccione, Ravenna, Modena, Carpi e il Governo della Repubblica di San Marino.

Un’opportunità unica anche da un punto di vista turistico, per una regione che piace sempre di più, col record di quasi 60 milioni di presenze nel 2018, e che è stata incoronata destinazione Best in Europe 2018 dalla Guida Lonely Planet. Tra i settori in crescita anche quello del cicloturismo: l’Emilia-Romagna è infatti seconda in Italia dopo il Trentino Alto Adige in questa speciale classifica, con 300mila arrivi all’anno di tourist bike, in prevalenza stranieri (85%).

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