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Cronaca

Il Comune di Rimini si costituisce parte civile nel giudizio di appello nei confronti di Guerlin Butungu

Redazione

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Rimini, 14 marzo 2019

Con un referto approvato nell’ultima seduta, la Giunta Comunale ha deciso di confermare la costituzione del Comune di Rimini come parte civile nel processo in corso che vede come imputato Guerlin Butungu, condannato in primo e secondo grado di giudizio per le violenze compiute ai danni di tre persone nell’agosto del 2017. Sentenza verso la quale Butungu ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione di Bologna. Così come nelle precedenti fasi del procedimento, la Giunta ha deciso di confermare nel ruolo di patrocinatore legale l’avvocato Ghinelli.

“Il Comune di Rimini resta fermo nella volontà di andare fino in fondo ad una vicenda che ha ferito e turbato la nostra comunità per la ferocia e la violenza – sottolinea il vicesindaco Gloria Lisi – affinchè chi è colpevole sconti una la giusta pena. Può apparire scontato, ma anche  recentemente sono balzati alla cronaca nazionale alcuni casi di violenze efferate che in considerazione dell’applicazione di attenuanti di vario tipo hanno visto pene decisamente ridimensionate per i colpevoli, offendendo la dignità delle vittime e aggiungendo dolore al dolore delle famiglie. I giudici fanno il loro dovere, applicano la legge: ed è per questo che ritengo indispensabile che la politica si assuma delle responsabilità e agisca garantendo quello che dovrebbe essere alla base di ogni sistema giudiziario: la certezza della pena. Il ‘bollettino di guerra’ quotidiano fa rabbrividire: le violenze sessuali, gli abusi psicologici e fisici ai danni in particolare delle donne sono all’ordine del giorno. E’ un’emergenza e va affrontata non puntando il dito contro quella sentenza o quel giudice, ma andando ad intervenire su quelle attenuanti generiche che altro non fanno che aumentare il senso di impunità per chi si macchia di certi reati e il senso di insicurezza per le vittime. Quelle ‘attenuanti generiche’ adattabili alla bisogna, che spesso vengono illustrate nelle sentenze attraverso parole che possono risultare fuorvianti, che non fanno che accendere la rabbia e aumentare l’amarezza. Prima di ogni altro strumento, prima di ogni altro provvedimento di ‘difesa’, serve una pena certa. E la politica deve muoversi in questa direzione”.

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Cronaca

Bologna: Operazione “bad lady”, Sequestro di beni per 10 milioni di euro

Redazione

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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, dando esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Reggio Emilia, hanno sequestrato tra le province di Bologna, Reggio Emilia, Rimini, Modena, Ferrara, Roma, Firenze, Prato, Terni, Verona, Padova, Vicenza, Rovigo, Milano, Bergamo, Brescia, Como, Pesaro e Potenza un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare – costituito da una villa, appartamenti, terreni auto, conti correnti e sette società operanti nei settori immobiliare e del commercio all’ingrosso di materie plastiche- del valore complessivo di circa 10 milioni di euro.

I beni sottoposti a vincolo sono risultati nella disponibilità di G.P., “imprenditrice” sessantreenne, di origini sassolesi, residente a Castellarano (RE) ed attualmente agli arresti domiciliari, gravata a partire dal 1989, senza soluzione di continuità, da numerosissimi precedenti penali e plurime sentenze definitive di condanna per reati di natura economico-finanziaria, contro il patrimonio, l’economia e la fede pubblica commessi, anche in forma associativa, in varie regioni del centro-nord Italia, tra l’Emilia-Romagna, la Lombardia, il Veneto, la Toscana e l’Umbria.

Il provvedimento ablativo, disposto dalla Sezione Penale del Tribunale di Reggio Emilia ed eseguito dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, costituisce l’epilogo di complesse indagini economico-patrimoniali condotte, ai sensi del cd. “Codice Antimafia”, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, nella persona del Sost. Proc. dott.ssa Valentina Salvi che, come si legge nel dispositivo, ”si fondano sul riconoscimento a carico della persona prevenuta di un’allarmante pericolosità sociale, estrinsecatasi nell’ambito economico-finanziario, con sistematiche e professionali condotte fraudolente e simulatorie a danno dell’Erario, e palesatasi in maniera incessante e crescente negli ultimi trent’anni, durante i quali alcun effetto deterrente o rieducativo hanno prodotto, non solo le numerosissime condanne emesse a suo carico, ma, nemmeno i periodi di detenzione scontati come pene o in forza di misure cautelari”.

Gli accertamenti compiuti dai finanzieri hanno, quindi, consentito di riscontrare, oltre alla escalation di condotte criminose poste in essere dalla donna, e quindi la sua eccezionale attitudine ad estrinsecare i propri comportamenti antisociali mediante il compimento di numerosi reati (tra i quali estorsione, minaccia, calunnia, falso ideologico e materiale, evasione fiscale, truffa, bancarotta fraudolenta, anche con il ricorso a fatture per operazioni inesistenti), anche un rapporto di particolare sproporzione tra i redditi, pressoché inesistenti, dichiarati dalla stessa e dal suo nucleo familiare e il patrimonio immobiliare e mobiliare riconducibile alla sua effettiva disponibilità che di conseguenza è stato sequestrato in quanto ritenuto acquisito con proventi, appunto, frutto di attività illecite.

Dall’esame del complessivo curriculum criminale, particolare rilievo assume la vicenda che ha visto G.P. tratta in arresto nel 2013 dalla Guardia di Finanza di Ferrara, e per la quale è stata condannata nel 2018 dal Tribunale di Reggio Emilia a 6 anni e 8 mesi di carcere, in quanto coinvolta in indagini per contrabbando, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di documenti contabili, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte unitamente, tra gli altri, al noto M. C.

L’odierna attività si inserisce nell’ambito di una più ampia progettualità operativa, promossa dal Comando Provinciale di Bologna, finalizzata all’individuazione sull’intero territorio regionale di soggetti “evasori fiscali socialmente pericolosi” nei cui confronti avanzare richieste di applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali e che ha permesso di proporre il sequestro di beni per oltre 40 milioni di euro, di cui oltre 20 milioni già sottoposti a misura cautelare. L’obiettivo del Corpo è quello di aggredire con le misure di prevenzione i patrimoni illecitamente accumulati dalla cd. “criminalità da profitto”, ovvero da coloro i quali, lungi dall’essere occasionali evasori, vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale di sistematica inosservanza di norme penali tributarie.

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Cronaca

Rimini: Ennesimo tentato furto nella notte, colpita ancora la macelleria Guidi & Casali in via Covignano

La sicurezza a Rimini è un problema sottovalutato?

Redazione

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Rimini, 11.05.2019.
Nella notte, intorno alle 03:30 i ladri hanno provato a rapinare un negozio con la classica “spaccata”, a farne le spese la macelleria Guidi & Casali in Via Covignano. L’allarme lanciato da un passante che ha assistito alla scena prima e il sistema di sicurezza poi hanno allertato forze dell’ordine e sicurezza privata. Non è la prima volta che questa attività viene presa d’assalto dai delinquenti. Questa volta fortunatamente sembra che i ladri non siano riusciti nel loro intento, oltre al rammarico per una città sempre meno sicura, ai proprietari dell’azienda non resta altro che fare il conto dei danni subiti.

Il tema della sicurezza a Rimini è davvero molto caldo, furti, atti vandalici, rapine e azioni molto più gravi, non ultimo l’accoltellamento alle Befane, sono purtroppo ricorrenti. Molti riminesi non si sentono sicuri.

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Cronaca

Vernice a tempera abbandonata su un terreno a Covignano, la Polizia Locale avvia l’indagine

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La Polizia Locale ha avviato le indagini per individuare il responsabile dello sversamento di alcuni barattoli di vernice a tempera a Covignano, in un zona San Lorenzo a Monte. L’episodio è avvenuto su un terreno di proprietà privata ed è stato segnalato da alcuni residenti della zona: sul posto sono intervenuti sia personale della Polizia Locale sia Arpae, per le valutazioni in merito alla tipologia di materiale versato. Gli esperti di Arpae hanno verificato quindi che si tratta di vernice a tempera, che non presenta elementi di tossicità elevati tali da essere considerati pericolosi.

Prima di procedere alla rimozione del materiale, che si conta di portare a termine al più presto possibile, la Polizia Locale sta completando le verifiche per individuare e sanzionare il responsabile: le indagini hanno consentito di risalire al punto vendita in cui sono state acquistate e ora gli agenti sono al lavoro per arrivare all’acquirente.

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