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Cronaca

La Polizia di Stato arresta un uomo per maltrattamenti nei confronti del padre

Redazione

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Rimini, 14 marzo 2019

Gli uomini delle Volanti della Questura di Rimini, nella serata di ieri, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle indagini preliminari, dr.ssa Benedetta Vitolo, su richiesta del Sostituto Procuratore dr. Davide Ercolani, arrestando un uomo di 28 anni, residente a Rimini, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti nei confronti del padre.
L’attività della Polizia è iniziata immediatamente dopo la querela sporta dall’interessato e soprattutto dopo un intervento effettuato in data 5 marzo 2019 da parte di una pattuglia delle Volanti della Questura di Rimini a seguito della segnalazione di una lite familiare.
Nella querela sporta il 30 gennaio 2019 il padre dell’arrestato aveva infatti dichiarato che da circa 5 anni aveva lasciato l’abitazione ove conviveva con il figlio e si era trasferito in un’altra abitazione di sua proprietà, per sottrarsi alle ripetute aggressioni fisiche e verbali poste in essere dal figlio tossicodipendente, che avevano reso impossibile la convivenza. La ripetuta violenza del figlio tossicodipendente ha costretto il padre a rivolgersi in più occasioni al Pronto Soccorso e alle forze dell’ordine.
Nella querela il padre aveva in particolar modo riferito che in data 01.01.2019 verso le 02.00, a seguito di una discussione con il figlio, aveva cercato di allontanarlo con una spinta, ma l’indagato aveva reagito con estrema violenza, sferrandogli un pugno sul volto e un colpo all’anca con una scopa.Inoltre, tra i primi giorni di dicembre 2018 alla data della denuncia il figlio era riuscito a sottrargli il bancomat, senza peraltro utilizzarlo, la carta di credito, utilizzata per effettuare delle giocate on line, per l’importo di circa euro 2000,00, le credenziali per accedere al conto PayPal del padre, prelevando euro 2750,00, la carta di credito dello zio, utilizzata per prelevare circa euro 1000,00 allo sportello, e le credenziali per l’accesso all’home banking, utilizzate per effettuare ricariche per euro 3290,00 su una carta ricaricabile a lui intestata. Risultavano inoltre ulteriori prelievi e spese sul conto del padre per euro 3000,00 e su quello cointestato (padre-zio) per euro 3000,00, verosimilmente effettuati dal figlio senza autorizzazione.Infine la persona offesa aveva riferito che anche alla sua compagna erano stati sottratti gioielli, monete da collezione e denaro, a suo dire senz’altro per mano dello stesso figlio.

L’ultimo episodio risale invece al 5 marzo 2019, quando la Sala operativa della Questura aveva inviato una pattuglia per una lite in famiglia: per l’ennesima volta l’uomo arrestato ieri aveva richiesto altro denaro, oltre a quello già consegnatogli in contanti e consumato per esigenze futili.
La perquisizione personale immediatamente eseguita dava esito positivo, in quanto consentiva di rinvenire poiché nella tasca destra del giubbotto indossato dall’uomo la chiavetta USB che il padre riconosceva immediatamente come di sua proprietà.
Il padre a quel punto ha raccontato inoltre la difficile convivenza con il figlio, tossicodipendente dall’adolescenza, attualmente in cura presso il SERT di Rimini. Oltre a ciò, il figlio era entrato anche nel tunnel della ludopatia, problematica che lo aveva indotto a pretendere sempre più soldi dal padre, arrivando anche, in più occasioni, a rubare; il padre in più occasioni aveva consegnato somme di circa 200 euro mensili, pretesi con prepotenza. Il primo furto che ha commesso nei confronti del padre è avvenuto nel mese di ottobre/ novembre 2018, quando è riuscito ad avere accesso al PC e mediante dei programmi che egli stesso ha installato, è riuscito ad accedere al suo Home banking e mediante la carta di credito e il conto PayPal, gli ha sottratto circa 6000,00 euro. L’uomo arrestato ieri ha poi commesso una serie di atti lesivi della integrità fisica e morale del padre, così da rendere abitualmente dolorose e mortificanti le relazioni con il figlio. Gli atti erano consistiti in particolar modo nell’ingiuriare, minacciare di morte, percuotere e spintonare reiteratamente il padre. In un’occasione, ha minacciato con un coltello da cucina, posizionandolo alla gola, proferendo nei suoi confronti la seguente frase: “t’ammazzo, da molto tempo voglio ammazzarti e prima o poi ci riuscirò”, per tagliargli immediatamente dopo un ciuffo di capelli.

La professionalità degli operatori della Polizia di Stato nella ricostruzione dei singoli episodi che hanno portato all’adozione della misura restrittiva ha consentito di evitare che la condotta dell’uomo potesse determinare altre e più pesanti conseguenze.
L’uomo è stato quindi arrestato e condotto presso la locale Casa circondariale dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Cronaca

Bologna: Operazione “bad lady”, Sequestro di beni per 10 milioni di euro

Redazione

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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, dando esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Reggio Emilia, hanno sequestrato tra le province di Bologna, Reggio Emilia, Rimini, Modena, Ferrara, Roma, Firenze, Prato, Terni, Verona, Padova, Vicenza, Rovigo, Milano, Bergamo, Brescia, Como, Pesaro e Potenza un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare – costituito da una villa, appartamenti, terreni auto, conti correnti e sette società operanti nei settori immobiliare e del commercio all’ingrosso di materie plastiche- del valore complessivo di circa 10 milioni di euro.

I beni sottoposti a vincolo sono risultati nella disponibilità di G.P., “imprenditrice” sessantreenne, di origini sassolesi, residente a Castellarano (RE) ed attualmente agli arresti domiciliari, gravata a partire dal 1989, senza soluzione di continuità, da numerosissimi precedenti penali e plurime sentenze definitive di condanna per reati di natura economico-finanziaria, contro il patrimonio, l’economia e la fede pubblica commessi, anche in forma associativa, in varie regioni del centro-nord Italia, tra l’Emilia-Romagna, la Lombardia, il Veneto, la Toscana e l’Umbria.

Il provvedimento ablativo, disposto dalla Sezione Penale del Tribunale di Reggio Emilia ed eseguito dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, costituisce l’epilogo di complesse indagini economico-patrimoniali condotte, ai sensi del cd. “Codice Antimafia”, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, nella persona del Sost. Proc. dott.ssa Valentina Salvi che, come si legge nel dispositivo, ”si fondano sul riconoscimento a carico della persona prevenuta di un’allarmante pericolosità sociale, estrinsecatasi nell’ambito economico-finanziario, con sistematiche e professionali condotte fraudolente e simulatorie a danno dell’Erario, e palesatasi in maniera incessante e crescente negli ultimi trent’anni, durante i quali alcun effetto deterrente o rieducativo hanno prodotto, non solo le numerosissime condanne emesse a suo carico, ma, nemmeno i periodi di detenzione scontati come pene o in forza di misure cautelari”.

Gli accertamenti compiuti dai finanzieri hanno, quindi, consentito di riscontrare, oltre alla escalation di condotte criminose poste in essere dalla donna, e quindi la sua eccezionale attitudine ad estrinsecare i propri comportamenti antisociali mediante il compimento di numerosi reati (tra i quali estorsione, minaccia, calunnia, falso ideologico e materiale, evasione fiscale, truffa, bancarotta fraudolenta, anche con il ricorso a fatture per operazioni inesistenti), anche un rapporto di particolare sproporzione tra i redditi, pressoché inesistenti, dichiarati dalla stessa e dal suo nucleo familiare e il patrimonio immobiliare e mobiliare riconducibile alla sua effettiva disponibilità che di conseguenza è stato sequestrato in quanto ritenuto acquisito con proventi, appunto, frutto di attività illecite.

Dall’esame del complessivo curriculum criminale, particolare rilievo assume la vicenda che ha visto G.P. tratta in arresto nel 2013 dalla Guardia di Finanza di Ferrara, e per la quale è stata condannata nel 2018 dal Tribunale di Reggio Emilia a 6 anni e 8 mesi di carcere, in quanto coinvolta in indagini per contrabbando, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di documenti contabili, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte unitamente, tra gli altri, al noto M. C.

L’odierna attività si inserisce nell’ambito di una più ampia progettualità operativa, promossa dal Comando Provinciale di Bologna, finalizzata all’individuazione sull’intero territorio regionale di soggetti “evasori fiscali socialmente pericolosi” nei cui confronti avanzare richieste di applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali e che ha permesso di proporre il sequestro di beni per oltre 40 milioni di euro, di cui oltre 20 milioni già sottoposti a misura cautelare. L’obiettivo del Corpo è quello di aggredire con le misure di prevenzione i patrimoni illecitamente accumulati dalla cd. “criminalità da profitto”, ovvero da coloro i quali, lungi dall’essere occasionali evasori, vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale di sistematica inosservanza di norme penali tributarie.

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Cronaca

Rimini: Ennesimo tentato furto nella notte, colpita ancora la macelleria Guidi & Casali in via Covignano

La sicurezza a Rimini è un problema sottovalutato?

Redazione

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Rimini, 11.05.2019.
Nella notte, intorno alle 03:30 i ladri hanno provato a rapinare un negozio con la classica “spaccata”, a farne le spese la macelleria Guidi & Casali in Via Covignano. L’allarme lanciato da un passante che ha assistito alla scena prima e il sistema di sicurezza poi hanno allertato forze dell’ordine e sicurezza privata. Non è la prima volta che questa attività viene presa d’assalto dai delinquenti. Questa volta fortunatamente sembra che i ladri non siano riusciti nel loro intento, oltre al rammarico per una città sempre meno sicura, ai proprietari dell’azienda non resta altro che fare il conto dei danni subiti.

Il tema della sicurezza a Rimini è davvero molto caldo, furti, atti vandalici, rapine e azioni molto più gravi, non ultimo l’accoltellamento alle Befane, sono purtroppo ricorrenti. Molti riminesi non si sentono sicuri.

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Cronaca

Vernice a tempera abbandonata su un terreno a Covignano, la Polizia Locale avvia l’indagine

Redazione

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La Polizia Locale ha avviato le indagini per individuare il responsabile dello sversamento di alcuni barattoli di vernice a tempera a Covignano, in un zona San Lorenzo a Monte. L’episodio è avvenuto su un terreno di proprietà privata ed è stato segnalato da alcuni residenti della zona: sul posto sono intervenuti sia personale della Polizia Locale sia Arpae, per le valutazioni in merito alla tipologia di materiale versato. Gli esperti di Arpae hanno verificato quindi che si tratta di vernice a tempera, che non presenta elementi di tossicità elevati tali da essere considerati pericolosi.

Prima di procedere alla rimozione del materiale, che si conta di portare a termine al più presto possibile, la Polizia Locale sta completando le verifiche per individuare e sanzionare il responsabile: le indagini hanno consentito di risalire al punto vendita in cui sono state acquistate e ora gli agenti sono al lavoro per arrivare all’acquirente.

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